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Stoichkov e l’addio alla panchina: “I presidenti si accordavano e ho detto ‘andate tutti a f*****o!’”

SOFIA, BULGARIA - MAY 19:  Hristo Stoichkov, head coach of PFC Litex Lovech looks on during the Bulgarian A PFG League match between PFC CSKA Sofia and PFC Litex Lovech held on May 19, 2012 at the Bulgarian Army Stadium in Sofia, Bulgaria. (Photo by Nikolay Doychinov/EuroFootball/Getty Images)

Dal campo allo schermo, sempre con la stessa disarmante sincerità. Hristo Stoichkov, Pallone d’Oro 1994 e leggenda del calcio bulgaro, ora fa l’opinionista. E il campo non gli manca, soprattutto l’esperienza da allenatore…

Redazione Il Posticipo

Dal campo allo schermo, sempre con la stessa disarmante sincerità. Hristo Stoichkov, Pallone d’Oro 1994 e leggenda del calcio bulgaro (ma non solo), ha deciso che in fondo parlare di calcio gli piace. Che l’Ayatollah si diverta a dire la sua era noto, considerando che ha una sua opinione forte, spesso controversa, praticamente su qualsiasi cosa. Ma che potesse diventare un mestiere non era poi così certo, se non altro perché mettere un microfono davanti a Hristo è esattamente come dargli il pallone: impossibile anche solo immaginare cosa può accadere. Nel bene e nel male. A…prendersi il rischio è stata Univision, che lo ha reso un commentatore a tutto campo. E lui racconta ad AS come va il nuovo lavoro.

PANCHINA - “Me la passo bene, meglio di quando giocavo. È una cosa più tranquilla. E poi mi piace giudicare il calcio guardando le immagini, perché le immagini non mentono e posso parlare con le prove di quello che dico”. Facile immaginare che i giudizi non siano troppo teneri… “Non sono un duro, dico solo le cose come stanno”. Come sempre in carriera, anche agli avversari e agli arbitri. Ma per Stoichkov niente nostalgia, soprattutto dell’esperienza da allenatore. “Non mi manca la panchina. Ho vissuto un paio di cose brutte che mi hanno toccato il cuore. Io ho sempre lottato, per il mio paese, per il Barcellona… Ma sono venute fuori conversazioni di quando ero al Celta, di presidenti che si mettevano d’accordo su chi doveva vincere e chi invece avrebbe perso. E quindi ho pensato ‘ma andate tutti a f*****o’”.

BARCELLONA- Anche queste cose però non gli hanno tolto l’amore per il Barcellona… “Quello che mi ha dato il Barça è impossibile da spiegare ed è anche impossibile da restituire. Mi hanno preso dal mio paese e mi hanno portato via, dandomi tutto quello che ho. Sento questi colori e l’amore della gente. Non mi hanno mai lasciato solo, neanche in quella famosa partita con il Real Madrid, neanche dopo quello che è successo con Urizar”. E ogni riferimento al pisoton, il piede dell’arbitro calpestato in un Clasico, non è per nulla casuale. E del nuovo Barcellona che ne pensa? “Credo che Xavi farà bene. Conosce il cammino”. Come sempre, parola di Hristo…