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Stipendi, Carragher contro il no dei calciatori ai tagli: “Si meritano tutto quello che guadagnano, ma dovrebbero aiutare chi li paga”

Quello del taglio degli stipendi dei calciatori a causa dello stop forzato per coronavirus è un argomento che tiene banco un po' ovunque. In Inghilterra, nonostante le conference call con tutti i capitani delle squadre di Premier non si trova un...

Redazione Il Posticipo

Quello del taglio degli stipendi dei calciatori a causa dello stop forzato per coronavirus è un argomento che tiene banco un po' ovunque. In Italia, dove l'AIC ha bocciato la proposta della Lega Calcio, ma anche in Inghilterra, dove nonostante le conference call con tutti i capitani delle squadre di Premier non si trova un accordo comune su come tagliare e in che misura. E Jamie Carragher, ex difensore del Liverpool e commentatore di Sky Sports, dice la sua al riguardo.

GUADAGNI - Visto il passato da calciatore, Carragher capisce i suoi ex colleghi, ma... "Sembra che da questo incontro del sindacato calciatori che giocatori siano arrabbiati, perchè dovrebbero perdere una parte dei loro soldi che tornerebbero, in pratica, ai club. E io non sono d'accordo. Credo che il denaro debba tornare in qualche maniera ai club. Bisogna pensare, come vengono pagati i calciatori? Ci sono tre modi. Attraverso i soldi dei diritti TV, quelli del botteghino e quelli degli sponsor. E tutte e tre queste fonti di entrata al momento non portano denaro ai club. Però i calciatori vengono pagati lo stesso, alcuni guadagnano 200mila o 300mila sterline a settimana. E buon per loro, si meritano tutto quello che guadagnano. Ma non credo che i club e i loro proprietari incassino centinaia di milioni all'anno".

CASO PER CASO - I club non sono macchine da soldi, quindi i calciatori dovrebbero dare una mano. "Lo vediamo nei bilanci, molti club riescono a malapena ad andare in pareggio, altri ancora perdono denaro ogni anno. Solo Liverpool e Tottenham negli ultimi anni hanno avuto un bilancio positivo ed è perchè sono arrivate alla finale di Champions League. Quindi non credo sia troppo chiedere ai calciatori di ricevere una parte del loro ingaggio in un altro momento e contribuire un minimo ai club". Un accordo collettivo, però, sembra fuori discussione. “Non c'è modo di fare un accordo unico in tutta la Premier League e far sì che tutti lo accettino. Ogni club è in una situazione diversa e non credo che le squadre di fondo classifica possano permettersi di pagare comunque centinaia di migliaia di sterline a settimana. Non dico che si debba fare il 30%, ma ogni squadra è in una situazione diversa e si deve risolvere la questione internamente. Le riunioni collettive con i capitani non funzioneranno mai". E quello che succede in tutta Europa sembra dargli ragione...