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Sterling, quota 100 e due tabù: “Non mi parlate né di Cristiano Ronaldo né di Messi!”

LONDON, ENGLAND - JUNE 13: Raheem Sterling of England celebrates with Harry Kane after scoring their side's first goal during the UEFA Euro 2020 Championship Group D match between England and Croatia at Wembley Stadium on June 13, 2021 in London, England. (Photo by Carl Recine - Pool/Getty Images)

Ad alcuni calciatori piacciono i paragoni, ad altri decisamente no. Della seconda schiera fa parte Raheem Sterling. Che quando vede il suo nome avvicinato a quelli di Messi e CR7...non la prende per niente bene!

Redazione Il Posticipo

Ad alcuni calciatori piacciono i paragoni, ad altri decisamente no. Della seconda schiera fa parte Raheem Sterling, attaccante del Manchester City e della nazionale di Sua Maestà. La freccia di Guaridola ha toccato quota 100 reti con la squadra allenata da Guardiola. Gol che fra l'altro ha garantito anche tre punti fondamentali in una sfida non semplicissima con il Wolverhampton. Una bella soddisfazione per un calciatore spesso messo in discussione e accusato di scarsa freddezza davanti al portiere. La sua permanenza al City non è sicura, così come è certo che non sarà mai un goleador alla Messi o alla CR7 come qualcuno aveva immaginato a inizio carriera.

15 ANNI - Il ragazzo, nato a poche centinaia di metri da Wembley se nè fatto da tempo una ragione come ha dichiarato qualche tempo fa a  FourFourTwo: "Uno come Messi nasce una volta sola. Se dovessi segnare 50 o 60 gol a stagione per quindici anni, allora sì che potremmo parlare di qualcosa del genere. Ma ora come ora, non mi parlate nè di Cristiano Ronaldo nè di Messi! È un collegamento che non voglio neanche sentire. Non sto dicendo che non mi ritengo abbastanza bravo, ma qui parliamo di due ragazzi che sono riusciti a rimanere al top per quindici anni. Una roba mai sentita, sono riusciti a segnare 40, 50, 60 gol per 15 anni consecutivi!" Insomma, il messaggio di Sterling è abbastanza chiaro.

 LONDON, ENGLAND - JUNE 13: Raheem Sterling of England celebrates with Mason Mount after scoring their side's first goal during the UEFA Euro 2020 Championship Group D match between England and Croatia at Wembley Stadium on June 13, 2021 in London, England. (Photo by Catherine Ivill/Getty Images)

CRESCERE - Ma non è detto che non debba essere proprio lui uno degli eredi dei campionissimi. Del resto, a 26 anni c'è ancora parecchio spazio per migliorare e migliorarsi. "È un processo lungo, se i tuoi obiettivi sono quelli. Ma io sto crescendo e voglio che i miei numeri crescano con me, anno dopo anno. Se tra dieci anni sarò ancora a questi livelli, allora ok, forse potremo anche parlarne. Ma è ancora presto per saperlo". Intanto, però, i suoi estimatori aumentano, nonostante le polemiche sul fatto che l'inglese tenda a cadere con un po' troppa facilità in area di rigore, come nel caso del rigore concesso per fallo su di lui nel match contro la Danimarca. In Premier, in questo senso, non ... ci cascano molto, ma il ragazzo riesce comunque a trovare la via del gol.