Sterling il perseguitato continua la sua battaglia: “Mi dispiace per i tifosi bulgari, rappresentati da idioti…”

Sterling il perseguitato continua la sua battaglia: “Mi dispiace per i tifosi bulgari, rappresentati da idioti…”

Una serata particolare quella di Sofia per Raheem Sterling. O forse no. In fondo, per sua sfortuna, il calciatore dell’Inghilterra a certe cose è un po’ abituato. Ma ha fatto comunque sentire la sua voce dopo gli insulti dei tifosi bulgari.

di Redazione Il Posticipo

Una serata particolare quella di Sofia per Raheem Sterling. O forse no. In fondo, per sua sfortuna, il calciatore dell’Inghilterra a certe cose è un po’ abituato. L’attaccante di Southgate è certamente tra i più bersagliati al mondo da insulti razzisti quando scende in campo. Gli è successo in Premier League, in parecchi stadi. E adesso alla lista vanno aggiunti i tifosi (o pseudo tali) della Bulgaria, che lo hanno ricoperto di ululati fino a costringere l’arbitro a interrompere due volte il match e il capitano bulgaro a cercare di calmare le intemperanze dei suoi supporter. Alla fine, comunque, Sterling ha risposto sul campo, con una doppietta.

TWEET – Ma anche su Twitter. L’inglese, come spesso fa, ha deciso di affidare al social network il suo pensiero riguardo la partita contro la Bulgaria. E il calciatore del City non le manda a dire: “Mi dispiace per i tifosi della Bulgaria, che nel loro stadio sono stati rappresentati da idioti del genere”. Poi il tweet vira sulla partita, che però non è certamente il punto focale della serata di Sterling. E lo dimostra un altro tweet, dedicato al CT bulgaro Balakov. L’attaccante riposta una dichiarazione del tecnico, che sosteneva che “l’Inghilterra ha un problema razzismo più grande di quello della Bulgaria”. E il commento di Sterling è caustico: “Non ne sarei così sicuro, capo…”.

BATTAGLIA – E quindi si aggiunge un nuovo capitolo alla lunga crociata di Sterling contro il razzismo. Anche perché, quando viene insultato, il ragazzo ne trae ancora più forza per mettersi in prima linea. Come quando aveva suggerito che ai club che permettono ai razzisti di andare allo stadio andavano dedotti nove punti in classifica. O come quando ha invitato più volte i suoi compagni di squadra, nel club o in nazionale, ad abbandonare il campo in caso di insulti nei suoi confronti o verso altri calciatori di colore. Forse proprio per questo Sterling è così preso di mira. Chi si diverte a insultare, di solito, non apprezza molto chi sa difendersi bene…pur essendo un attaccante!

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