Una Lazio da record…dell’ora

Una Lazio da record dell’ora chiude la pratica Steaua in un tempo, calando gli assi di coppe: Felipe Anderson e Immobile. E ora sogna di arrivare in fondo.

di Redazione Il Posticipo

Pokerissimo della Lazio, che travolge la Steaua. Una squadra da…record dell’ora. Ancora prima del 45’, la qualificazione è in archivio. La Lazio “dimentica” la stanchezza e corre, da subito, il doppio degli avversari.

Questione di atteggiamento

La Steaua ci mette del suo, complice una linea difensiva scriteriata e troppo esposta sugli esterni. La Lazio, però, è ingiocabile. Impossibile, per i romeni, reggere la forza d’urto di una squadra così ispirata e diversa. Più completa e, soprattutto, concentrata, rispetto alla gara d’andata. Determinata, quanto basta per rendere improponibile il confronto. Inzaghi vola agli ottavi di finale con prospettive rosee. Questa squadra ha le qualità per arrivare in fondo. E due assi di…coppe capaci di fungere da discriminante. La serata dell’Olimpico lascia in eredità la certezza che in un trofeo che sta restringendo le partecipanti e assume i contorni di una mini Champions League, la Lazio non può fare a meno di Immobile e Felipe.

Immobile a caccia di Klose…

Immobile è uno straordinario finalizzatore, ideale per il modulo di Inzaghi perché ha saputo aprire e chiudere il gioco sfruttando il grande lavoro degli esterni e quello di Felipe Anderson. Inzaghi non lo sostituisce, ma al momento della tripletta (la seconda in quattro giorni) avrà temuto per il suo record. Per sua fortuna, il centravanti si è accontentato, condividendo la scena con Felipe Anderson. E di provare la gioia di entrare nella top ten dei cannonieri biancocelesti. Il prossimo obiettivo è un certo Miro Klose. Nel frattempo, i numeri certificano che esiste una Lazio con e una…senza Immobile. Quando Ciro non c’è, la Lazio non vince.

…e Felipe Anderson della continuità

Felipe Anderson conferma pregi e difetti. Da coccole e schiaffi. Il brasiliano è l’uomo in più quando si accende e ha voglia di giocare. Si unisce alla serata di festa, confezionando assist per Immobile e trovando la gloria personale. Rende anche possibile la coesistenza con Luis Alberto, sacrificandosi in fase di non possesso. Quanto basta per permettersi di tenere in panchina gente come Milinkovic-Savic. Nessuno discute le doti tecniche del brasiliano, quanto la sua capacità di incidere. Se è sorretto dall’ispirazione, diviene immarcabile. Al momento della sostituzione sancisce, urbi et orbi, la pace con Inzaghi. Abbracci e parole affettuose. Genova è dimenticata. La Lazio riparte anche da Felipe, per arrivare sino in fondo.

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