Stavolta Asprilla rimprovera James: “Le decisioni sbagliate hanno conseguenze, poteva restare al Bayern…”

Tino Asprilla è un mito del calcio colombiano e non sorprende dunque che la sua sia una delle voci più considerate quando si parla di talenti dei Cafeteros. La situazione di James Rodriguez, che a Madrid è assolutamente un corpo estraneo, tiene banco e l’ex attaccante del Parma non perde occasione per dire la sua al riguardo.

di Redazione Il Posticipo

Tino Asprilla è un mito del calcio colombiano e non sorprende dunque che la sua sia una delle voci più considerate quando si parla di talenti dei Cafeteros. La situazione di James Rodriguez, che a Madrid è assolutamente un corpo estraneo nelle gerarchie di Zidane, tiene banco da quelle parti e l’ex attaccante del Parma non perde occasione per dire la sua al riguardo. E ai microfoni di Radio Blu, cambia un po’ registro. Ultimamente aveva dato la colpa di tutto al tecnico francese, ma stavolta sembra ritenere che anche il calciatore abbia fatto delle scelte non proprio sensate per la sua carriera.

SCELTE SBAGLIATE – Come quella di tornare a Madrid e non fare pressioni per rimanere al Bayern. “Mi è sembrato molto strano che abbia deciso di non restare al Bayern Monaco. E quando si prendono decisioni sbagliate, ci sono conseguenze. Cos’è la felicità? Per un calciatore, è giocare a pallone. E a Monaco di Baviera lo tenevano molto più in considerazione di quanto facciano a Madrid”. È però anche vero che gli 80 milioni del diritto di riscatto sembravano un po’ troppi alla dirigenza bavarese. Ma forse una presa di posizione più forte di James avrebbe portato a una soluzione in grado di accontentare tutti. E invece il colombiano ha accettato di buon grado di tornare a Madrid, dove certamente si vive bene, ma non gli danno possibilità.

CITTÁ – Una cosa che Asprilla proprio non riesce a capire, nonostante sia conscio che alcune città siano più attraenti delle altre. “Le città hanno molto a che fare con le decisioni dei calciatori e delle loro famiglie. Per esempio, molti calciatori vorrebbero giocare con il Manchester City , ma la città non è quella che si aspettano e quindi c’è il rischio che si annoino. Ma io sono andato a Newcastle. Poteva esserci un posto più strano per me? No. Ma non mi sono annoiato, perchè ero contento di giocare a calcio. E sono stato in tante grandi città, come Newcastle, dove non c’era mai il sole, dove pioveva, poi nevicava, poi pioveva di nuovo, ma non mi importava. Per me l’importante era che il pallone rotolasse sul campo”. Una scelta di vita, appunto. Diversa da quella di James…

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