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Stallone racconta…la sfida con Pelè: “Mi sono rotto un dito per provare a parargli un rigore!”

CANNES, FRANCE - MAY 25: Sylvester Stallone attends the closing ceremony screening of "The Specials" during the 72nd annual Cannes Film Festival on May 25, 2019 in Cannes, France. (Photo by Gareth Cattermole/Getty Images)

Cos'hanno in comune Pelè e Sylvester Stallone? Facile, "Fuga per la vittoria". Il film di John Huston del 1981 li ha messi nella stessa squadra. E di quelle riprese, Sly ha addirittura ancora un ricordo...abbastanza doloroso

Redazione Il Posticipo

Un ha vinto tre mondiali ed è ancora oggi considerato tra i migliori calciatori della storia. L'altro ha creato epopee cinematografiche come Rocky e Rambo ed è uno degli attori e registi più amati e conosciuti al mondo. Cos'hanno in comune Pelè e Sylvester Stallone? Facile, "Fuga per la vittoria". Il film di John Huston del 1981, con la partecipazione di altri campioni come Bobby Moore, Osvaldo Ardiles e Kazimierz Deyna, li ha messi nella stessa squadra. L'attore italo-americano interpretava Hatch, un canadese che non sa giocare a pallone ma vuole prendere parte alla partita per provare a scappare. O Rey era invece Luis Fernandez, soldato dell'esercito del Commonwealth britannico con un talento innato.

DITO ROTTO - Nulla di più vicino alla realtà, perchè Stallone ha raccontato alla BBC quanto sia stato illuminante vedere giocare, anche se solo a favore di macchina da presa, un campione come Pelè. Anzi, di quelle riprese, Sly ha addirittura ancora un ricordo...abbastanza doloroso. "È stato uno dei momenti più bassi della mia vita, mi ha massacrato. Ho ancora un dito rotto per aver provato a parare un rigore di Pelè! Si è messo un paio di scarpe della Seconda Guerra Mondiale, di quelle con la punta d'acciaio, e il pallone era come una palla di cannone, era due volte più pesante e più duro di quelli che si usano oggi". E così Stallone ha scoperto cosa provavano gli avversari del brasiliano.

 (Photo by Keystone/Getty Images)

RIGORE - Anche perchè prima delle riprese, Sly la faceva semplice..."Mi aveva detto che avrebbe tirato e io ho pensato 'è calcio, è facile, che c'è di complicato?'. Quindi si avvicina per calciare un rigore e mi dice esattamente dove lo avrebbe calciato. Quindi io mi sono messo lì, ma il pallone mi è sfrecciato accanto senza che io potessi muovermi. L'ha messa esattamente dove aveva detto che l'avrebbe piazzata. E poi lo ha fatto di nuovo, con una forza tale per cui il pallone ha rotto il retro della rete e ha rotto una delle finestre della caserma in cui stavamo girando il film. E io ho pensato 'ma mi state prendendo in giro?'. Ho conosciuto un nuovo tipo di rispetto". Quello che tutti gli appassionati di calcio continuano ad avere per O Rey...