Tebas: “Sarei anche favorevole a giocare con il pubblico in alcune città”

Tebas: “Sarei anche favorevole a giocare con il pubblico in alcune città”

Il presidente della Liga, Javier Tebas, ha detto la sua sulla riapertura degli stadi nelle città a basso rischio contagi. Per il Premier Sanchez sarebbe ingiusto. Lui invece … sarebbe favorevole.

di Redazione Il Posticipo

Il calcio sta per ripartire dopo l’emergenza Covid-19 ma tutti, o quasi, concordano sulla necessità di tenere gli stadi chiusi. In Spagna era stato proposto di lasciar entrare il pubblico nelle città dove il virus non abbia una incidenza importante. Il Premier Sanchez si è opposto dicendo letteralmente che “Non sarebbe giusto”. Il presidente della Liga, Javier Tebas, però… non è d’accordo col primo ministro.

FAVOREVOLE – Nella trasmissione televisiva Vamos -El Partidazo de Movistar-Volver es Ganar, il numero uno della Liga ha chiarito di non aver mai perso la fiducia nel ritorno in campo. “Il problema era complicatissimo e il nostro piano era quello di tornare no n appena sarebbe stato possibile. È stata dura ma ce l’abbiamo fatta”. Anche se con alcune limitazioni. Gli stadi vuoti non piacciono a nessuno, figuriamoci a Tebas: “Nel momento in cui si potrà, torneranno i tifosi. È una questione sanitaria. Andiamo con ordine: sono d’accordo chi vuole, quando si potrà, far tornare la gente sugli spalti. Se si potesse tornare allo stadio in alcune città e in alte no, sarei anche favorevole”.

SANCHEZ  – Parole che cozzano con quelle del Premier Sanchez secondo cui non sarebbe giusto creare condizioni di diseguaglianza tra cittadini. E anche dal punto di vista sportivo, molti addetti ai lavori credono che non sia giusto che una squadra  possa essere avvantaggiata dalla presenza del pubblico. Tebas, però, la pensa diversamente. “Se questa pandemia avesse colpito solo quattro comunità e non le altre, no so che cosa avremmo fatto. Probabilmente avremmo giocato nel resto degli stadi senza pubblico o forse no. Ognuno prende le decisioni nel momento in cui il problema esiste: stimo anticipando situazioni di cui non possiamo parlare. Per adesso siamo di fronte alle medie e alle e percentuali. Noi Abbiamo un’enorme responsabilità, ma le decisioni le devono prendere anche altri”.

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