Addio 2017 – Discorso (semiserio) sullo stato dello sport italiano

Visto che in molte discipline il 2017 è stato un anno da dimenticare, meglio riguardare alle delusioni tricolori degli ultimi dodici mesi con uno sguardo più leggero e disincantato…

di Francesco Cavallini

Facile guardarsi indietro, scorrendo questo 2017, e ripensarlo già con nostalgia. Del resto è per questo che si chiamano bei tempi andati. Sono belli proprio perché sono andati. Ma, andando ad analizzare l’annata sportiva tricolore, c’è ben poco da salvare. Sicuramente Federica Pellegrini, grande protagonista ai mondiali di nuoto. Magari Franco Morbidelli, campione mondiale in Moto2 e che dal prossimo anno si metterà alla prova con la classe regina. O i ragazzi dello sci, che hanno terminato la stagione che precede le olimpiadi invernali con ottime prestazioni. Per il resto però la situazione lascia le tonalità dell’azzurro per ingrigirsi. Ma siccome non vogliamo seguire anche noi questo trend, meglio ricordare le delusioni sportive del 2017 con uno sguardo più leggero e disincantato.

Mondiali, smontati dalla Svezia

Difficile non partire dai play-off persi per la qualificazione ai mondiali. Facile invece sostenere che gli svedesi, fedeli alla loro tradizione di costruttori di mobili, ci abbiano smontato per bene. Certo, gli attrezzi del mestiere li abbiamo portati noi, presentando una squadra che forse non chiedeva altro che porre fine a un ciclo mai iniziato. Gli evocatori di s…Ventura sono comunque stati fin troppo facili profeti e il risultato è che passeremo l’estate 2018 tranquillamente al mare, mentre gli altri si godranno il mondiale. Anche se sappiamo benissimo tutti quanti che, nonostante qualche lacrimuccia di nostalgia, ci  sintonizzeremo comunque con la Russia da qualsiasi luogo, anche solo per ammirare un interessantissimo (?) scontro tra Panama e Tunisia.

Delusione volley

Rimanendo in tema di sport di squadra, viene subito in mente la cattiva prestazione dei ragazzi della pallavolo agli europei in Polonia di settembre. Ok che siamo abituati ad avere i giocatori più forti del mondo e che il nostro campionato continua comunque ad essere uno dei più seguiti, ma c’è ad arrendersi: i tempi d’oro sono finiti. E poco importa se per valori assoluti il nostro caro Zar Zaytsev (che comunque in Polonia non ci è andato perché con la federazione si sono…fatti le scarpe a vicenda) se la batte tranquillamente con gli attuali campioni del volley. Il “problema” è che, ci piaccia o no, si gioca in sei. A meno che, in onore della grandezza dell’Italia che fu, non si chieda una deroga alla federazione internazionale. Anche perché, riducendo a due il numero di giocatori da far scendere in campo, potremmo schierare Lupo e Nicolai, che almeno il loro Europeo di beach volley l’hanno vinto in carrozza.

A.A.A. Cercasi atletica disperatamente

Ah, qualcuno ha notizie dell’atletica leggera italiana? Se i nostri atleti si sono effettivamente presentati ai mondiali di Londra ce lo comunicassero, perché non ce ne siamo accorti. Escludendo il bronzo di Antonella Palmisano nella 20 km di marcia, il buio più totale. E va bene che siamo in un periodo di magra e in cui i campioni non nascono più con la frequenza con cui venivano fuori in passato, ma l’ultimo posto nel medagliere, alle spalle addirittura del Burundi, non è esattamente un ottimo biglietto da visita per il movimento italiano. Stendiamo un velo pietoso sul tennis, in cui Fognini fa più notizia per le multe rimediate  dalla federazione internazionale e per la recente paternità che per i risultati in campo. E per il resto, beh, diciamo che si può decisamente fare meglio.

Ma si sa, siamo italiani e la speranza nel futuro e un po’ di sano ottimismo non ci mancano mai. Sapremo certamente uscire da questa situazione e il 2018 sarà l’anno del nostro rilancio.  E a proposito di 2018, c’è un ultimo piccolo quesito che necessita di una risposta. Era davvero necessario programmare le elezioni politiche il 4 marzo, in concomitanza con Lazio-Juventus, Milan-Inter e Napoli-Roma? Se proprio preferite che non si vada a votare, forse era meglio dirlo chiaramente!

Buon 2018 a tutti dalla redazione de Il Posticipo!

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