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Spezia, Platek ha idee chiare: “Vogliamo giocare in A l’anno prossimo e anche quello dopo”

LA SPEZIA, ITALY - MARCH 20: Philip Platek vice president of Spezia Calcio (L) smiles prior to the Serie A match between Spezia Calcio and Cagliari Calcio at Stadio Alberto Picco on March 20, 2021 in La Spezia, Italy.  (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

La nuova dirigenza è entrata in punta di piedi, ma con una progettualità ben definita.

Redazione Il Posticipo

Platek e lo Spezia. Amore a priva vista. La nuova dirigenza è entrata in punta di piedi, ma, come spiegato in una intervista rilasciata al quotidiano on line Citta della Spezia, hanno idee ben chiare. Poche parole, molti fatti e un obiettivo: mantenere la serie A il più possibile.

UNDERDOG - Lo Spezia è una scommessa vincente. Come la storia di questa famiglia. "Siamo di origine polacca, vivevamo nel Bronx e siamo arrivati a Manhattan. Abbiamo scelto la serie A perché riteniamo che il calcio italiano abbia avviato il proprio Rinascimento. Di certo, non l'acquisizione non è una scelta dettata dal seguire la moda. Abbiamo valutato diversi club, anche di B, ma non c'erano i presupposti giusti. Quando si è presentata l'opportunità della Spezia, che aveva anche una certa solidità finanziaria, ci siamo interessati anche per l'area geografica. Le Cinque Terre sono notissime negli USA".

CLUB - L'idea di gestione è legata all'azienda. La volontà è  proporre lo spirito organizzativo. "Vogliamo una squadra in campo e una in sede. C’è un’atmosfera  da grande famiglia, e non mi spiacerebbe mantenerla. Siamo persone alla mano, conosco tutti i dipendenti dell’organizzazione personalmente, cerco di stare vicino ai calciatori quando posso. Allenarli spetta solo a Thiago Motta, io posso offrire il supporto che posso. Non si comanda da una torre d’avorio, credo che il lavoro esista solo in un contesto collaborativo”.

ITALIA - L'approccio all'Italia non è stato così complicato. "Molto dipende da come ci si presenta. C'è chi sgomita, chi è arrogante e chi invece cerca il confronto. Noi apparteniamo a chi cerca il confronto, con calma, per capire come funziona questo mondo. Ho già stabilito una buona rete di relazioni con i dirigenti italiani e non mi sono mai sentito respinto. In città si percepisce una grande energia e quando abbiamo raggiunto la salvezza vi è stata la prova. Vogliamo giocare in serie A l'anno prossimo, quello successivo e quello dopo ancora. I miei capi sono i tifosi, devo loro delle risposte ecco perché non è difficile incontrarci in centro. Siamo aperti al confronto. La proprietà sta facendo del suo meglio  per la squadra e per tutti i dipendenti dello Spezia Calcio”.