Spanò, meglio i master che la Serie B e…senza rimpianti: “Orgoglioso dei miei compagni, sapevo la mia strada sarebbe stata un’altra”

Dalla possibilità di giocare in Serie B con la Reggiana all’addio al calcio. Quella di Alessandro Spanò è una scelta di vita. Quando gli si è prospettata la possibilità di frequentare due master all’estero, l’ex difensore non ci ha pensato due volte, optando per salutare il pallone. E ora racconta come va la sua nuova avventura.

di Redazione Il Posticipo

Dalla possibilità di giocare in Serie B con la Reggiana all’addio al calcio (da capitano) subito dopo aver vinto i playoff. Potrebbe essere una storia di quelle tremende, che parlano di infortuni e di addii al calcio quando si pensava di aver raggiunto la vetta. Invece quella che racconta Alessandro Spanò è semplicemente (ma neanche troppo) una scelta di vita. Quando gli si è prospettata la possibilità di frequentare due master all’estero dopo la laurea in in Economia e Management, l’ex difensore non ci ha pensato due volte, optando per salutare il pallone. E parlando a DAZN spiega come ha vissuto questa situazione.

ZERO INVIDIA – “Adesso sono già salito a Londra e ho iniziato la prima parte del master. Starò lì fino a primavera, poi mi dovrò spostare per concluderlo a Shanghai, sempre Covid permettendo naturalmente. Concluso questo percorso inizierò il secondo master a San Francisco che terminerà in primavera 2022”. Ma chissà cosa ha provato Spanò quando la Reggiana è scesa in campo in B…senza di lui. Di certo, non invidia. “Quando ho visto l’ingresso dei ragazzi ero orgoglioso, l’unica cosa che ho provato veramente era un senso d’orgoglio. Ero felice, perché so quanto vuole dire poter calcare certi palcoscenici. Ero felice per i miei compagni. La mia sfera personale adesso è un’altra, non ho il rimpianto di non essere qui. Sono felice di poterla vivere in maniera sempre molto vicina, perché quello che ho detto a loro e alla società è che per me va oltre del rapporto contrattuale, quindi cercherò per quanto possibile di stare vicino ai ragazzi e alla società. Per loro era un momento importante e io, ormai in parte da tifoso molto vicino, l’ho vissuto con grande entusiasmo”.

STRADA – La scelta, del resto, non era legata ai risultati. Gli studi hanno sempre avuto la precedenza, persino sul campionato cadetto. “Nel momento in cui ho avuto la notizia dell’ammissione sapevo che quella sarebbe stata la mia strada, quindi non era una questione di categoria o di risultati che avrebbe inciso sulla mia decisione. Naturalmente l’obiettivo primario era quello di portare a termine un percorso iniziato da piccolo, che era quello di raggiungere un traguardo importante come la Serie B. Non potevo chiedere di meglio, di poter concludere la mia avventura in questo modo”. E ora non resta che tifare per i compagni. Che da parte loro tifano certamente per Spanò nella sua nuova avventura.

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