Spalletti, game over: è stato un grande bluff?

Il derby lascia in eredità le magagne dell’Inter, mascherate sinora dai tre tenori. Se lì davanti si stecca, non vi sono alternative. Spalletti ha il piano B?

di Redazione Il Posticipo

Una notte da dimenticare, che apre ufficialmente la crisi nerazzurra. Inter fuori dalla Coppa Italia, dopo essersi salvata per il rotto della cuffia con il Pordenone. Questa volta la fortuna si gira dall’altra parte dopo averla tenuta a galla: graziata da Bonaventura e Suso, si arrende a Cutrone senza reagire e senza dare mai la sensazione di poter vincere la partita.

Il grande bluff?

Terza sconfitta consecutiva dell’Inter, che crolla dopo aver mantenuto l’imbattibilità per sedici partite. La più amara delle tre, perchè smaschera tutti i limiti di una squadra che, ormai è evidente, si regge sulle individualità. L’Inter, al netto della sconfitta, subisce un processo involutivo molto rapido. Non ha gioco, né logica. É scolastica, prevedibile, lenta e macchinosa. Tutti gli indizi portano a pensare che l’Inter prima in classifica sia stata un bluff. Ben giocato e mascherato dalle prodezze individuali che hanno nascosto le carenze strutturali.

Senza i tre tenori, niente acuti

Il “giochino”, per usare un termine molto caro a Spalletti, era molto semplice. Cross di Candreva gol di Icardi o di Perisic. Cross del croato, gol dell’argentino. L’Inter ora ha abbassato il ritmo di gioco e inevitabilmente ne paga le conseguenze. Gli avversari gli hanno preso le misure. É sufficiente aspettarla sulle fasce senza concedere profondità e ripartire in contropiede. Sino a che la condizione atletica è stata al top, l’Inter vinceva comunque. Nel momento in cui è arrivato il calco fisico i nodi (dolorosissimi) sono venuti al pettine.

Spalletti ha il piano B?

Il derby lascia in eredità una certezza. Il Milan ha vinto sull’intensità. Contro ogni pronostico. Alla fine del primo tempo tutti si attendevano il crollo rossonero. Invece la spia della benzina si accende sulla macchina nerazzurra che si inceppa, balbetta e poi si ferma in corsia d’emergenza con le quattro frecce accese. L’Inter è apparsa limitata, perché figlia del suo stesso “inganno”: Perisic e Icardi confermano i propri limiti. Il primo è un giocatore da 20 partite l’anno. Icardi non fa salire la squadra né si rende utile ad essa. Se non segna, diviene quasi inutile. Spalletti si ritrova così senza il piano B. Ammesso che lo abbia mai preparato.

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