Pazzo Brozo, amalo!

Spalletti, Santo(n) subito? Dopo l’esterno sinistro, ha restituito ad alti livelli anche Brozovic, il talento più indisciplinato e discontinuo.

di Luigi Pellicone

La strana coppia ha funzionato. Tanti cuori nerazzurri erano piuttosto aritmici al momento della formazione: Joao Mario e Brozovic inieme, con Borja Valero. Senza la fisicità di Vecino e le geometrie di Gagliardini, ci si affida al talento e all’incostanza? Beh, la scelta ha pagato con gli interessi. Migliore Inter della stagione e un Brozovic tornato a livelli Epic. Il che spaventa e non poco la Juventus….

Pazzo Brozovic amalo

Si è sempre detto: il talento è indiscutibile. Il più grande difetto di Brozovic è nella continuità di rendimento. Anche nell’arco dei 90′ di gioco. Quando il croato ha la luna giusta è un faro che accende la partita e acceca gli avversari con giocate che si fatica solo a pensare. Ma se non è in giornata c’è poco da fare. Diviene quasi dannoso. Una spia che si accende ad intermittenza. Un po’ pazzo, come l’Inter. Incarna perfettamente la filosofia della maglia che indossa. O bene, o male. Beh, negli ultimi (primi e secondi) tempi è decisamente in fase positiva: assist a Icardi per il gol del raddoppio, pallone con il contagiri a Candreva per avviare l’azione del 4-0 siglato da Skriniar, andato in porta con tre passaggi in 60 metri. Quando si dice, la transizione.  Nel caso di Brozovic, però, si è di fronte a una trasformazione.

Mastro Spalletti lo ha forgiato

Un martello, il tecnico toscano. É riuscito a entrare nella testa di un calciatore straordinariamente pigro ed anarchico. Un eccellente lavoro psicologico. Il croato adesso è il dodicesimo uomo dell’Inter, in tutti i sensi. Primo ricambio del centrocampo titolare, doppio del rendimento quando è in campo. La vera ricostruzione è avvenuta nella testa: Brozovic ha sempre avuto classe da vendere, ma dimenticava corsa e fisicità negli spogliatoi. Oppure la esprimeva con molta (anche troppa) nonchalance. O indolenza. Il croato dà sempre l’idea di poter fare ciò che vuole con il pallone giocando in…ciabatte. Il che, con un talento del genere, permette di risolvere due o tre partite l’anno, salvo essere inutile (nonché insultato) per le altre. Con Spalletti il talento non basta: anche le individualità più spiccate vanno inserite in un contesto che esalti il collettivo. Riuscirci con Brozovic è veramente un’impresa…epica.

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