La lista della spesa di Spalletti non convince Ausilio

La sconfitta con l’Udinese rischia di lasciare il segno in casa Inter. La lista di Spalletti non convince Ausilio. E il tecnico non la prende bene…

di Luigi Pellicone

I match contro i friulani mettono in crisi l’Inter. Salvatosi pr il rotto della cuffia con il Pordenone, l’undici di Spalletti inciampa contro l’Udinese. Prima sconfitta pesantissima: costa il primato e, soprattutto, la serenità. Le parole del tecnico di Certaldo non lasciano spazio ad equivoci. Serve qualcosa. Anzi più di qualcuno

Calma e gesso: bisogna anche saper perdere

Impossibile pensare che non potesse succedere. Certo, lo scivolone proprio contro l’Udinese sorprende, ma non stupisce. Il calo fisico dell’Inter era inevitabile. E nella mente dei tifosi aleggiano immediatamente i fantasmi del passato. L’Inter di Mancini, irresistibile sino a Natale, e prima in classifica a gennaio, crollò come un castello di carte dopo la prima sconfitta.

I primi scricchiolii e la lista della spesa

Spalletti ha incassato il primo stop stagionale con serenità, ma anche con fermezza. E ha consegnato la lista della spesa della società: niente, in realtà, che già non si sapesse. Un esterno d’attacco, un centrale difensivo e un centrocampista. Le lacune sono evidenti. Spalletti ha completato la batteria di esterni bassi rivitalizzando Santon e Nagatomo, in attesa che Cancelo e Dalbert trovino la forma migliore. In difesa manca qualcosa al centro, problema risolvibile magari con un prestito (Vermaelen o Mangala?). É indispensabile, però, trovare un centrocampista che regali alla squadra il cambio di passo. Pastore, ma anche Mkhitaryan, prime ma costosissime scelte. E un esterno che faccia rifiatare Perisic, apparso in evidentissimo calo nelle ultime settimane. Deulofeu e Chiesa gli obiettivi, ma anche qui si parla di spese non indifferenti.

Primo strappo con Ausilio

Ricapitolando: almeno tre innesti per essere competitivi in chiave scudetto. Quanto basta per stizzire Ausilio. Più che sufficiente per creare le prime frizioni fra i due. La cenere giace dallo scorso mercato, quando Spalletti si ritrovò un’Inter monca (rispetto alle aspettative) dopo lo “stop” imposto dal governo cinese a Suning. E le parole rilasciate al termine della sfida con i bianconeri non promettono nulla di buono. La dirigenza al di là delle schermaglie dialettiche fra Ausilio e Spalletti, non procederà ad alcun acquisto se prima non si registrerà un’uscita importante. Senza girarci troppo intorno, tutto dipende da Joao Mario. La partenza del portoghese condizionerà nel bene e nel male il mercato nerazzurro.

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