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Spagna, Luis Enrique ai saluti ma Federazione divisa fra De La Fuente, Marcelino e Martinez

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Assorbita, non del tutto, l'enorme delusione di una battuta d'arresto assolutamente inaspettata dopo l'inizio trionfalistico, resta da capire quale sarà il futuro di Luis Enrique.

Redazione Il Posticipo

La Spagna affronta il suo primo giorno senza la Coppa del Mondo. Assorbita, non del tutto, l'enorme delusione di una battuta d'arresto assolutamente inaspettata dopo l'inizio trionfalistico, resta da capire quale sarà il futuro di Luis Enrique. In questo senso, come riportato da Marca, tutto lascia presagire ad un addio. Il problema è il come e il quando si consumerà.

FINE

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Secondo prassi, è previsto  un incontro in cui verrà ufficializzato l'addio di Luis Enrique da allenatore della nazionale. Il processo sarà agevolato anche dall'evoluzione della situazione. Il commissario tecnico non ha voluto rinnovare il contratto prima dei mondiali in Qatar e ha reso più facile e veloce il decorso di una decisione che non richiederà molto tempo. Anche le frasi di Luis Enrique e del direttore sportivo Molina, dopo la sfida persa ai rigori contro  Marocco, lasciato aperta la porta del cambiamento. Luis Enrique potrebbe dimettersi, o aspettare la naturale scadenza del contratto che comunque non inficerà sulle casse della federazione.

SOLUZIONE INTERNA

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Resta da capire chi prenderà il posto dell'ex allenatore di Roma e Barcellona. In Federazione si valuta attentamente l'ipotesi legata a De La Fuente, selezionatore delle giovanili che ha costruito di fatto l'ossatura della Spagna ai mondiali. Ha dalla sua una profonda conoscenza dell'ambiente e dei calciatori e in pratica dovrebbe solo proseguire il lavoro svolto con l'Under 21 sebbene con una pressione differente. Il problema è se saprà gestirla. E la mancanza di esperienza ad alti livelli rappresenta una incognita.

TOTOALLENATORE

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Ecco perché si potrebbe virare su un allenatore che ha già maturato esperienza con una nazionale. Martinez, selezionatore del Belgio della generazione d'oro. Ha condotto i Diavoli Rossi al primo posto del ranking FIFA ma non ha mai tradotto in vittorie le vette raggiunte. Infine c'è Marcelino. Altro asturiano da tempo associato al futuro della nazionale. Dopo aver lasciato l'Athletic non ha firmato per nessun club. Può essere un indizio. Come riportano oltre i Pirenei, però, la sua è una candidatura divisiva all'interno della Federazione. Chi ritiene che sia il momento del rinnovamento, anche dal punto di vista del gioco, spinge per lui. Chi invece vuole una linea di continuità con il passato non lo ritiene idoneo. In ogni caso, non c'è molto tempo. Il nuovo percorso inizia a marzo, con la Norvegia. Le qualificazioni per l'Europeo bussano alle porte.