Il Posticipo
I migliori video scelti dal nostro canale

calcio

Southgate: “Razzismo in Ungheria? Mettiamo ordine in casa nostra, prima di pensare agli altri”

BURTON UPON TRENT, ENGLAND - JUNE 24: Gareth Southgate manager of England during an England training session at St George's Park on June 24, 2021 in Burton upon Trent, England. (Photo by Catherine Ivill/Getty Images)

Il CT inglese non lascia spazio alle interpretazioni.

Redazione Il Posticipo

Ungheria - Inghilterra si presta a diverse analisi. Sfida sotto la lente di ingrandimento per motivi che esulano dal calcio. I tifosi di casa possono partecipare all'evento nonostante la squalifica della Uefa per abusi razzisti e omofobi poiché la partita è sotto la giurisdizione della FIFA che comunque vigilerà attentamente sul comportamento dei tifosi locali. Si gioca  sotto la lente di ingrandimento, dunque, e tutto lascia credere che qualsiasi atteggiamento sarà punito. In questo senso, Gareth Southgate, come riportato dalla BBC, non lascia spazio alle interpretazioni. Il selezionatore della nazionale inglese non ritiene opportuno esprimere giudizi su quanto sia accaduto in Ungheria, poiché anche l'Inghilterra non si è mostrata tollerante.

ORDINE - Il commissario tecnico della nazionale inglese non ha dimenticato cosa è successo prima e dopo la finale di Wembley, quando alcuni sedicenti tifosi hanno generato disordini  e poi insultato pesantemente i giocatori di colore che hanno sbagliato dal dischetto. E ogni riferimento agli abusi subiti da Rashford, Sancho e Saka non appare casuale. "Anche noi abbiamo i nostri problemi. Penso che prima di guardare in casa d'altri dovremmo mettere in ordine la nostra". "Siamo preparati per quello che potrebbe accadere in Ungheria, ma anche i nostri giocatori hanno vissuto dei momenti davvero difficili, esattamente come le famiglie dei calciatori. Ribadisco che non mi piace mai quando guardiamo fuori senza avere la nostra casa in ordine".

BURTON UPON TRENT, ENGLAND - JUNE 24: Gareth Southgate manager of England during an England training session at St George's Park on June 24, 2021 in Burton upon Trent, England. (Photo by Catherine Ivill/Getty Images)

RISPETTO - La parola d'ordine, dunque, è rispetto. "Sono sempre rispettoso quando viaggio in un paese straniero. E con la parola rispetto, intendo anche includere il prendere atto che quanto è accaduto in Ungheria è successo anche nel nostro paese nel giorno alla finale. Non siamo ancora in grado di capire quale saranno le conseguenze generate, rischiamo anche di giocare a porte chiuse. Questo significa che davanti a noi c'è ancora una lunga strada da percorrere e non credo dunque sia il caso di commentare o anticipare quanto potrebbe accadere in una partita in qualsiasi altro paese".