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Southgate preoccupato per Euro 2020: “Dobbiamo prepararci a scenari diversi”

 (Photo by Laurence Griffiths/Getty Images)

Il lockdown spaventa il calcio e anche la nazionale inglese. Il CT Southgate non nasconde la sua preoccupazione.

Redazione Il Posticipo

Il lockdown spaventa il calcio e anche la nazionale inglese. Il CT gafreth Southgate non nasconde la sua preoccupazione. E come riportato dal Guardian racconta tutte le difficoltà che sta riscontrando in tutti i preparativi in vista di Euro 2020. Un lavoro svolto per la maggior parte su piattaforme digitali senza possibilità di interagire dal vivo con lo staff e i calciatori. Southgate soffre, come tutti, il lockdown. Anche perché la nazionale, pero ovvi motivi, non può lavorare in una bolla come le squadre di club. Parlando insieme a Sir Alex Ferguson, Sir Kenny Dalglish e Jürgen Klopp a un evento online per raccogliere fondi per la ricerca sulla demenza, Southgate ha espresso le sue perplessità: “Siamo in una situazione strana. Siamo passati dal campo al digitale. Tutti i nostri incontri, tutta la nostra preparazione deve essere fatta tramite Zoom".

SFIDA - La preoccupazione è legittima. "È una sfida incredibile per il nostro staff. Non stiamo interagendo dal vivo con i giocatori. Non puoi fare il punto della situazione dal vivo con i miei colleghi.  E dobbiamo prepararci per un campionato europeo tra tre mesi senza sapere neanche come si svolgerà. Al momento la Uefa dice che si giocherà ancora in 12 città, ma dobbiamo prepararci per una serie di scenari diversi. Non è facile neanche dal punto di vista logistico. Dobbiamo cercare hotel e campi idonei sapendo dove e quando risiederemo".

ABBRACCI - Southgate ha anche parlato delle restrizioni per limitare ulteriormente le interazioni fisiche che sono stati oggetto di attenzione politica. Il ct ha le idee abbastanza chiare. "I calciatori sono uomini. Quindi animali sociali. Vorrebbero godersi il momento in cui l'allenamento ha dato i suoi frutti e la compagnia reciproca. Sappiamo benissimo la situazione: a ogni raduno della nazionale ricordo come erano strani i campi di allenamento e le misure che dovevamo prendere solo nella preparazione delle partite per tenere tutti a distanza anche prima che fossimo in totale lockdown".