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Southgate avvisa: “Giocare l’Europeo in casa non significa vincerlo…”

 (Photo by Laurence Griffiths/Getty Images)

Ct della nazionale dei Tre Leoni ritiene che giocare tutte le partite del prossimo europeo in casa, non significa automaticamente vincere

Redazione Il Posticipo

Southgate mette le mani avanti e non lascia spazio a fraintendimenti. Il Ct della nazionale dei Tre Leoni ritiene che giocare tutte le partite del prossimo europeo in casa, non significa automaticamente vincere. Anzi. Le riflessioni dell'allenatore, riportate dal Sun, riguardano l'ipotesi di un Euro 2020 in "esclusiva" oltremanica.  Johnson ha chiesto l'esclusiva per l'organizzazione di Euro 2020 confidando sull'azione in vasta scala del vaccino che, secondo i calcoli, potrebbe garantire la totale sicurezza nel prossimo giugno. La decisione è ancora da prendere. E comunque, anche se la proposta del Premier non dovesse essere accettata, l'Inghilterra, se riuscirà a superare i quarti di finale, giocherà comunque semifinali e finale godendo del fattore campo e probabilmente anche dell'appoggio del pubblico. Non male, ma non abbastanza, secondo il CT.

WEMBLEY - Certamente, un Wembley trascinante è un fattore. Southgate non lo nega, ma ritiene che comunque non basti giocare l'Europeo in casa per vincerlo: "Giocheremo comunque le nostre partite del girone a Wembley e non vediamo l'ora che accada. Poi speriamo di andare avanti, in modo da poter ritrovare i nostri tifosi in semifinale ma qualsiasi ragionamento, in questo momento, è aleatorio. Per quanto ne so, il torneo conserva, sinora, il suo attuale formato, e tutto sommato non cambia molto. Ospitare una manifestazione non è garanzia di successo. Non si vince solo perché si organizza la manifestazione. Solo la Francia ha organizzato e vinto il trofeo, noi dobbiamo pensare solo a fare il massimo".  Il CT inglese attende, come tutti, il ritorno della gente alla stadio. E ritiene che il calcio possa essere trainante. "Sarà un momento molto emozionante. E in ogni caso se la nazionale può svolgere un ruolo importante per restituire gioia e speranza a un paese, ben venga. Immagino intere famiglie intente a seguire le partite".

SCELTE - Altro capitolo spinoso. Le scelte. L'Inghilterra ha una certa abbondanza di opzioni in tutti i ruoli. Un bacino ampio da cui pescare potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio. Facile che le scelte, in caso di fallimento, siano contestate. E comunque sono destinate a far discutere. "A Marzo saremo senza Gomez ed Henderson, ma mi auguro di recuperarli. In generale sono soddisfatto. Il 40% dei calciatori che compone il campionato è inglese e ciò mi permette di scegliere. Basti pensare a ragazzi come Saka e Rowe. Sappiamo di avere una rosa e un campionato pieno di talenti, ma anche che la pressione in Inghilterra è fortissima, ma è una responsabilità che mi spetta".

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