Sorteggio Mondiale, calcio e politica si intrecciano: la Spagna non riconosce il Kosovo

Calcisticamente perfetto, il sorteggio, da un punto di vista politico creerà qualche grattacapo alla Spagna.

di Redazione Il Posticipo

La Spagna può essere soddisfatta dei suoi rivali: oltre alla “solita” Svezia, la squadra di Luis Enrique incrocerà Grecia, Georgia e Kosovo. Avversari di cui è molto difficile lamentarsi, al netto del calcio. Politicamente, invece, il sorteggio creerà più di qualche grattacapo. Come riportato da AS, infatti, la Spagna non riconosce il Kosovo come stato. E il motivo ha poco a che vedere con lo sport.

POLITICA – La Spagna è fra i paesi che non riconosce il Kosovo come un paese indipendente. Nonostante questo, UEFA e FIFA non hanno ritenuto ci fossero le basi per vietare che le squadre potessero incontrarsi. come per esempio la stessa Spagna contro Gibilterra. O Armenia e Azerbaigian o Ucraina e Russia. Il Kosovo non poteva incrociare Bosnia-Erzegovina Serbia o Russia. Ed essendo stato sorteggiato nel gruppo dove giocava la Serbia, è “scivolato” direttamente al successivo disponibile.

QUESTIONE CATALANA – La Spagna, tuttavia, non riconosce il Kosovo come stato indipendente. Una vicenda che affonda le radici in una questione più interna che da affari esteri. Tutto nasce, infatti, dalla questione catalana. Il governo di Madrid è stato più volte scosso dalle vicende legate alla Catalogna. E proprio in virtù di quanto accade in una regione dalla vocazione indipendentista, il governo spagnolo, in occasione della nuova strategia UE nei rapporti con i Balcani occidentali, ha inviato il proprio “no” a Bruxelles affermando che il Kosovo non andrebbe trattato come un processo di allargamento ma come un caso particolare.

BRACCIO DI FERRO – Una presa di posizione dettata evidentemente dalle rivendicazioni catalane, sempre più forti e sfociate anche nel referendum del 2017 che ha causato l’ennesimo braccio di ferro fra Barcellona e Madrid, dove si continua a negare la base legale della consultazione. La crisi catalana dunque si ripercuote anche sul calcio. E resta da capire come sarà possibile spostarsi e ricevere la nazionale kosovara. Con ogni probabilità potrebbe servire  un visto speciale.

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