Solari, miglior inizio Real di sempre ma la conferma non arriva

Da quando è arrivato Santiago Solari, i Blancos si sono ricordati come si fa a vincere. Nessuno nei 116 anni di storia della Casa Blanca ha fatto meglio nelle prime quattro partite in panchina. Abbastanza per togliersi l’etichetta da traghettatore? No.

di Redazione Il Posticipo

“Finchè la barca va, lasciala andare…”, cantava mezzo secolo fa Orietta Berti. E la barca del Real Madrid va, anche abbastanza spedita. Da quando è arrivato Santiago Solari, i Blancos si sono ricordati come si fa a vincere. Quattro trionfi consecutivi, quindici gol fatti e solamente due subiti. Come sottolinea AS, nessuno nei 116 anni di storia della Casa Blanca ha fatto meglio nelle prime quattro partite in panchina. Abbastanza per togliersi l’etichetta da traghettatore? No, perchè manca poco al limite temporale entro cui il Real deve decidere se tenerlo sulla panchina definitivamente e non c’è ancora stata una conferma ufficiale da parte della società.

NESSUNA CONFERMA – Anzi, Butragueño è anche abbastanza sibillino. L’ex attaccante, a domanda diretta sulla conferma di Solari, ha risposto svicolando: “Siamo molto contenti di lui, credo che sia una buona risposta a questa domanda”. Giudizio positivo (e ci mancherebbe, dopo lo sfacelo dell’era Lopetegui), ma niente ufficialità della permanenza sulla panchina del Real Madrid. “Solari è arrivato in un momento molto particolare ed è stato in grado di portare risultati molto buoni. Siamo davvero molto contenti, anzi, felici di come tutti stia migliorando nelle ultime settimane”. Merito del tecnico, che ha “normalizzato” una situazione potenzialmente esplosiva, ma che ora rischia di dover tornare al Castilla, magari riportandosi il “suo” Vinicius nella squadra B.

TRAGHETTATORI – Eppure a Madrid dovrebbero saperlo che i “traghettatori” funzionano bene. Su 13 Coppe dei Campioni e Champions League in bacheca, ben sette sono arrivate grazie a tecnici che si sono seduti sulla panchina del Real in situazioni di totale emergenza. Miguel Muñoz è arrivato nel 1960 e ne ha vinte due, esattamente quante Del Bosque, che nel 1999 ha preso un Real Madrid in piena crisi e lo ha portato ad alzare la coppa al cielo sia nel 2000 che nel 2002. Per non parlare di Zizou, che come Solari ha fatto il grande salto dal Castilla e ha lasciato il suo armadietto dopo tre Champions consecutive. I presupposti, dunque, ci sono. I risultati anche. Cosa deve fare ancora l’argentino per conquistarsi il posto? Vedremo…

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