Sol Campbell come…Michael Jackson: “Né bianco, né nero: sono un allenatore”

A sei anni dal suo addio al calcio giocato l’ex centrale della nazionale inglese e dell’Arsenal, Sol Campbell ha trovato un impiego da allenatore. E racconta di come la situazione per i tecnici di colore non sia del tutto rosea…

di Redazione Il Posticipo

“Non passerò la mia vita essendo un colore” cantava il re indiscusso del pop Micheal Jackson. Quello della discriminazione per il colore della pelle (e non solo), ahinoi, nel 2018 è ancora un problema molto attuale al quale è necessario continuare a dare importanti risposte quotidianamente ma soprattutto in tutti i campi possibili. Una di queste risposte arriva dall’ex difensore dell’Arsenal, Sol Campbell. Che solleva la questione della minoranza di allenatori di colore, o appartenenti ad altre minoranze, nelle prime quattro divisioni calcistiche.

PANCHINA TROVATA – Campbell è soddisfatto di aver trovato un club, il Macclesfield, pronto a offrirgli una panchina per cominciare a fare esperienza come allenatore, ma a quanto pare non è stato facile per lui trovare qualcuno disposto ad accordargli fiducia. “Ci sono stati dei momenti in cui mi sono chiesto se fosse mai potuto accadere”. Sono dovuti passare sei anni dal suo addio al calcio giocato per riuscire a trovare il lavoro dei suoi sogni ma ora che l’ha ottenuto, Campbell ha il diritto e il dovere di raccontare la sua esperienza.

VIAGGI –Sono stato all’estero, sono stato a casa. Ho addirittura fatto un viaggio di dieci ore per un colloquio di lavoro. Ho fatto un sacco di chilometri. Potrei probabilmente essere un ambasciatore di British Airways per quanti viaggi ho fatto. Durante i viaggi sono stato da club italiani, dentro e fuori a club inglesi e ho passato tre o quattro giorni a guardare gli allenamenti e a parlare con gli allenatori”. Tutti questi sacrifici fatti per cercare di entrare in questo nuovo mondo del lavoro, alla fine, hanno pagato e Campbell può comodamente sedersi sulla panchina del Macclesfield.

BLACK OR WHITE – Come riporta il Daily Mail, però, il quarantaquattrenne è soltanto uno degli otto allenatori delle prime quattro divisioni inglesi ad appartenere alle cosiddette minoranze etniche. A questo proposito, gli è stato chiesto se il calcio inglese stia prendendo una buona piega o meno e lui, molto francamente, risponde: “Vogliamo che la situazione diventi normale. Non si dovrà più guardare chi è bianco o chi è nero, ma si dovrà vedere un allenatore di calcio”. Proprio come cantava il mai troppo compianto Jacko in Black or White.

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