Skrtel spiega i motivi dell’addio all’Atalanta: “Un calcio totalmente diverso dal mio, non ero il tipo di difensore che stavano cercando”

Skrtel spiega i motivi dell’addio all’Atalanta: “Un calcio totalmente diverso dal mio, non ero il tipo di difensore che stavano cercando”

Un amore durato un’estate. Anzi, neanche tutta, perchè Martin Skrtel è arrivato all’Atalanta ad agosto, da svincolato, ma se n’è andato ancor prima di mettere piede in campo in una partita ufficiale. Ora lo slovacco spiega i motivi dell’addio alla Dea…

di Redazione Il Posticipo

Un amore durato un’estate. Anzi, neanche tutta, perchè Martin Skrtel è arrivato all’Atalanta ad agosto, da svincolato, ma se n’è andato ancor prima di mettere piede in campo in una partita ufficiale. L’ex difensore del Liverpool è stato in Italia poco meno di un mese, il tempo di capire che il sistema di gioco della Dea non faceva per lui. Una realizzazione, quella della slovacco, che ha posto fine a un’avventura che sulla carta poteva rappresentare l’ultima chance in un campionato che conta per il trentacinquenne. E invece non se n’è fatto nulla e alla Serie A Skrtel ha preferito il campionato turco. Ma, come racconta all’agenzia turca AA, non se ne pente.

PROBLEMI TATTICI – “L’Atalanta giocava con un sistema di gioco che era totalmente differente da quello a cui sono stato abituato. E dopo aver trascorso un mese a Bergamo, ho capito che non ero il difensore che Gasperini stava cercando. Poi è arrivata l’offerta del Basaksehir e sono molto contento di aver detto di sì”. Insomma, problemi tattici. Del resto, non è detto che tutti si inseriscano alla perfezione nel gioco di Gasp. Per informazioni chiedere a Kjaer, che è arrivato all’Atalanta proprio per sostituire Skrtel, ma che è anche lui con le valigie in mano per gli stessi identici problemi di adattamento avuti dal collega slovacco.

KLOPP – Nel frattempo, l’ex nerazzurro parla anche di un allenatore che ha avuto modo di conoscere molto bene: Jurgen Klopp. “È un tecnico speciale, un maestro nel dare motivazioni. Chiede sempre il massimo ai suoi giocatori. Le riunioni prima della partita sono un qualcosa di speciale, ma lui riesce sempre ad essere positivo anche dopo le partite, spiegando ai calciatori gli errori che hanno fatto senza trattarli male. Sono questi i dettagli che lo rendono unico. Ecco perchè i giocatori vogliono dare tutto per Klopp”. Uno spirito che somiglia un po’ a quello dell’Atalanta. Peccato per lo slovacco che con il gioco di Gasp non sia scoccato il feeling…

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