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Siviglia, Suso: “Se c’è anche l’1% di rischio, è da folli giocare”

Il calcio si mobilita per cercare di tornare sui campi, ma non tutti gli addetti ai lavori sembrano entusiasti dell'idea di convivere con il Covid-19

Redazione Il Posticipo

Il calcio si mobilita per cercare di tornare sui campi, ma non tutti gli addetti ai lavori sembrano entusiasti dell'idea di convivere con il Covid-19. Come riportato da Marca, l'ex rossonero Suso in una intervista a Canal sur Radio, ha espresso le proprie perplessità.

RIPRESA - Il calciatore vorrebbe riprendere a giocare, ma con le dovute precauzioni: "Vorrei che la Liga fosse portata a termine, è il desiderio di qualsiasi calciatore, ma se c'è un rischio per la salute dell'1% è pazzesco giocare e non dico questo perché è un discorso di comodo. Il mio pensiero non è dettato dalla classifica del Siviglia, non ho paura di finire il campionato. Se siamo al terzo posto, sicuramente significherà qualcosa e abbiamo tutte le possibilità di difendere quella posizione. Sarebbe un sogno  continuare a Siviglia e giocare anche in Champions League". Una scelta dettata anche dalla possibilità di rientrare in nazionale. "È stata la scelta giusta per entrambi. Era anche arrivata la convocazione di Luis Enrique. Sinora le cose sono andate bene, anche la squadra stava giocando bene".

CONFINAMENTO - Il calciatore ha anche parlato del suo confinamento. Una dimensione a cui, come tutti, non era affatto abituato. "La prima cosa che voglio fare è fare una passeggiata con il mio bambino. Non è che io sia disperato, ma i giorni sono lunghi . Vivo con la mia famiglia, i miei genitori, mia sorella. Conviviamo in tanti, riconosco di essere in una condizione privilegiata". Anche per questo ha deciso senza esitazioni di tagliarsi lo stipendio. "Da parte mia, non c'è stato alcun problema nell'abbassare il mio stipendio per aiutare il club e i dipendenti. In una tragedia del genere, mettere un granello di sabbia è il minimo che deve essere fatto".