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Sir Alex spiega la genesi…dell’asciugacapelli: “Ricordo una delle mie prime sconfitte, ho pensato che non ce l’avrei mai fatta se…”

(Photo by Touchline Photo/Getty Images)

L'esperienza di Sir Alex Ferguson al Manchester United è materiale da leggenda. O da...documentario, come quello sulla vita del tecnico che è uscito da poco e che ha fatto luce su parecchi elementi del suo essere uomo e manager. Come il metodo...

Redazione Il Posticipo

L'esperienza di Sir Alex Ferguson al Manchester United è materiale da leggenda. O da...documentario, come quello sulla vita del tecnico che è uscito da poco e che ha fatto luce su parecchi elementi del suo essere uomo e manager. Una cosa è certa: nel corso di quasi trent'anni, quasi nessuno si è salvato...dall'elettrodomestico più famoso di Manchester: l'asciugacapelli. Ovvero quella tecnica, perfezionata in anni di management, per cui il tecnico urlava a pochi centimetri dalla faccia di un malcapitato calciatore, che era costretto a subire gli improperi e i rimproveri, spesso abbastanza coloriti di Sir Alex. Un qualcosa di leggendario ma che, come spiega lo stesso tecnico al sito dello United, nasce dalla voglia di vincere. Anzi, di non perdere...

FORZA - "Ripenso spesso a una delle mie prime sconfitte da allenatore, avevo 32 anni. Non me lo aspettavo, ero andato a giocarmi quella partita con tantissime speranze, pensavo che questo lavoro sarebbe stato semplice… E invece abbiamo perso 5-2 con gli Albion Rovers. Ero l'allenatore dell'East Stirling, i giocatori guadagnavano cinque sterline a settimana o qualcosa del genere. Sono tornato a casa e ho detto a me stesso: 'Se non riesco a mettere un po' di Alex Ferguson in questa squadra, non riuscirò a farcela'. Quindi da quel momento ho cominciato ad assicurarmi che i miei calciatori avessero una certa forza mentale". Ovviamente, a colpi di asciugacapelli.

 (Photo by Clive Brunskill/Getty Images)

ISTINTO - Ma come faceva Sir Alex a capire che i Ronaldo o i Rooney erano calciatori che condividevano il suo modo di pensare? Beh, quello è un dono di natura..."Credo molto nell'istinto. Ne ho sempre avuto parecchio riguardo i calciatori, soprattutto quando si trattava di giocatori che volevo comprare. Sapevo che, guardando alcuni di loro, potevo vedere caratteristiche che mi dicevano che erano calciatori da Manchester United o da Aberdeen, o da St Mirren. Lo capivo semplicemente guardandoli. Alcuni dei calciatori che ho avuto erano assolutamente ragazzi con un talento naturale. Ma altri erano giocatori che condividevano la mia determinazione, che forse non erano i migliori sulla piazza, ma che riuscivano a rendersi indispensabili perché dentro avevano qualcosa di speciale".

NOIA - Una domanda però si pone: ci si annoia a vincere sempre? Ferguson non ha dubbi: "Beh, l'alternativa è divertirsi a venire battuti. Ed è qualcosa che non ha mai fatto parte della mia vita. La questione possiamo riassumerla così: tutti i giorni entro nel centro sportivo di Carrington come allenatore del Manchester United, guardo il campo da calcio e vedo un posto fantastico, perché non dovrei volerci andare ogni giorno? Questo è l'unico modo di pensare che ti permette di avere successo. Annoiarsi? Non mi sono mai annoiato in vita mia, di nulla". E i risultati parlano da soli...

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