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Sir Alex e il suo…condottiero: “CR7 come Cesare che torna a Roma dopo una vittoria. Veni, vidi, vici”

(Photo by Alex Livesey/Getty Images)

Un padre orgoglioso, che vede un figlio diventato grandissimo ritornare nei luoghi in cui giocava da bambino. Questo è Sir Alex Ferguson, che per Cristiano Ronaldo in effetti è un po' stato un secondo genitore.

Redazione Il Posticipo

Un padre orgoglioso, che vede un figlio diventato grandissimo ritornare nei luoghi in cui giocava da bambino. Questo è Sir Alex Ferguson, che per Cristiano Ronaldo in effetti è un po' stato un secondo genitore. L'ex tecnico dei Red Devils, che ha ammesso di aver detto la sua affinchè il portoghese indossasse di nuovo la maglia del Manchester United, parla al sito ufficiale del club. E non riesce a nascondere la felicità che prova nel potersi di nuovo godere il talento del lusitano nel Teatro dei Sogni.

GIULIO CESARE - Un ritorno in grande stile, degno...di un grande condottiero. "È fantastico, si è visto il sabato in cui è sceso di nuovo in campo, era come Giulio Cesare che torna a Roma dopo una vittoria. Veni, vidi, vici, è stato fantastico. Avremmo potuto avere un milione di tifosi dello United allo stadio e centinaia di milioni fuori, è una di quelle cose che non si dimenticano". Una fama meritata, quella di Cristiano, arrivata grazie al lavoro. "Quando era qui da ragazzo il suo processo di apprendimento è stato molto, molto rapido. Molta gente diceva che era un tuffatore e qualcuno per un po' ci ha creduto, ma comunque attaccava i difensori e gli bastava uno spunto per superarli. Li attaccava con una velocità impressionante. E la sua conoscenza del gioco deriva dal fatto che è nato con il desiderio di migliorare. Si è sacrificato per diventare il migliore". A tal proposito, Sir Alex racconta un aneddoto che sintetizza alla perfezione il Ronaldo-pensiero. "Mi ricordo una volta in cui dovevamo giocare con l'Arsenal e a Carrington diluviava. Lui come sempre si voleva allenare ancora dopo l'allenamento e io gli ho detto 'Rientra, domani si gioca e il terreno è troppo bagnato'. Vado nel mio ufficio, guardo dalla finestra e dove me lo ritrovo? Sul sintetico. Non potevo dirgli niente, aveva vinto lui!".

REAL MADRID - Nel 2009 però arriva la separazione. Comprensibile, per Ferguson. "Andare al Real Madrid per lui era un sogno, non potevo impedirgli di andarci. È arrivato qui poco dopo il suo diciottesimo compleanno che era solamente un ragazzino di Madeira, è stato bellissimo averlo qui per sei anni. Penso abbiamo fatto la scelta giusta e ho avuto la possibilità di trovare un rimpiazzo. Ma quando è arrivato al Real Madrid, sapevo cosa sarebbe diventato, non avevo dubbi. A essere onesti, il Real è un club che per anni ha avuto calciatori di livello mondiale e ha vinto la Champions 13 volte. Bisogna ammetterlo, è un posto dove chiunque vorrebbe andare". L'importante, del resto, è tornare poi a casa...