Shelvey rivela il segreto del “mistero” Michu: “Ci monitoravano il sonno e lui dormiva tre ore a notte. Poi si è scoperto che…”

Quello di Michu resterà per sempre uno dei grandi misteri recenti del calcio. L’attaccante spagnolo, passato anche per Napoli, ha avuto una stagione straordinaria con la maglia dello Swansea in Premier League, ma poi si è totalmente perso. E Shelvey, ex compagno in Galles, spiega cosa può aver contribuito al suo crollo…

di Redazione Il Posticipo

Quello di Miguel Pérez Cuesta, per tutti Michu, resterà per sempre uno dei grandi misteri recenti del calcio. L’attaccante spagnolo ha avuto una stagione straordinaria con la maglia dello Swansea in Premier League, ma poi si è totalmente perso, facendo anche una tanto rapida quanto totalmente dimenticabile esperienza in Italia, al Napoli. Dopodichè, il vuoto. Attualmente l’ex calciatore è il segretario tecnico dell’Oviedo, ma in Inghilterra è ancora un calciatore di culto. Al punto che, durante un’intervista al podcast The Beautiful Game. hanno chiesto di lui all’ex compagno allo Swansea Jonjo Shelvey.

TALENTO – E il centrocampista ha risposto, spiegando quali sono i motivi che hanno portato le prestazioni di Michu a crollare nella sua seconda stagione in Galles. “Quando sono arrivato io, Michu era il calciatore più importante, anche in termini di gol. Poi, una settimana dopo di me, è arrivato Wilfried Bony. E personalmente credo che questo lo abbia colpito molto, perchè Wilfried è arrivato con la reputazione di grande colpo ed è diventato immediatamente l’attaccante principale. Da quel momento in poi, le cose per Michu non hanno più funzionato”. Un peccato, perchè le capacità tecniche, spiega Shelvey, c’erano tutte. “Ho giocato assieme a lui per sei o sette mesi e si vedeva che la sua capacità di finalizzazione era davvero assurda”.

PLAYSTATION – Ma Michu nascondeva un problema…notturno. “Ci davano da indossare dei sensori quando andavamo a dormire, per vedere quanto dormi e la qualità del sonno. Poi riunivano tutti e mettevano i risultati sullo schermo. Alcuni andavano a dormire verso mezzanotte, ma c’era un grafico di un giocatore che dormiva tre ore a notte. Ed era quello di Michu”. Insonnia? Macchè, videogiochi. “Arrivava la mattina che era tutto assonnato, poi si è scoperto che faceva le 4 ogni mattina giocando alla Playstation. Non so se è stato sempre così, ma sembrava sempre stanco”. Quanto bastava per prendere il posto e sprecare un talento speciale… “Non so neanche cosa faccia ora, sembra scomparso dalla faccia della terra, ma quando era allo Swansea lo hanno convocato nella Spagna. E la Spagna non ti convoca mica se non sai giocare a pallone”. Peccato che l’attaccante preferisse…il mondo virtuale.

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