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Shearer : “I calciatori non sono tutti milionari. Li lascerei decidere da soli come aiutare, perché lo faranno comunque”

Il recordman di segnature nella storia della Premier ritiene che i giocatori debbano muoversi secondo coscienza e non con l'imposizione dei tagli.

Redazione Il Posticipo

Covid-19, calcio e taglio di stipendi. In Inghilterra, in una giornata particolarmente difficile (900 morti) Shearer va controcorrente. E ritiene che i giocatori debbano essere liberi di contribuire alla causa secondo coscienza. L'ex calciatore, come riportato dalla BBC, è convinto che i calciatori aiuterebbero comunque.

TAGLI - Il recordman di segnature in Premier si mette nei panni nei calciatori. "Hanno come opzione la riduzione degli stipendi, il differimento dei salari o la donazione dei soldi.  La Premier League ha proposto un taglio del 30% universale per tutti, ma non ha specificato dove sarebbero andati quei soldi. I calciatori hanno il diritto di porre domande, perché vogliono fare la cosa giusta e che i loro soldi siano utilizzati nel miglior modo possibile".

DIFFERENZE - Shearer sottolinea anche che i vari stipendi sono profondamente diversi fra loro. "Non tutti i calciatori  sono multimilionari e comunque per mie esperienze personali, sono certo che tutti vorranno fare la propria parte. Sono sicuro che nei prossimi giorni e settimane vedremo giocatori della Premier League donare milioni di sterline. E solo perché qualcuno non ha reso social il proprio gesto, non significa che non lo abbia fatto"

FUTURO - Shearer è più preoccupato per il futuro del calcio minore che rischia di essere travolto dalla crisi: "Spero che i club dei campionati inferiori possano sopravvivere a questo periodo. Il calcio non sembra importante in questo momento, ma quanto tornerà sarà un segnale importante, di una vita che sta tornando alla normalità. Tutti si impegnano il più possibile per terminare la stagione a giugno, luglio o agosto. Spero che ci riescano, ma dobbiamo aspettare fino a quando non sarà tutto al sicuro. Non abbiamo scelta se non quella di tenere duro e aspettare".