Shaw attacca Mourinho: “Con lui allo United tempi duri, la gente sentiva soltanto la sua campana…”

Quando Mou decide che un giocatore è fuori dal progetto, c’è davvero poco da fare per fargli cambiare idea. E a volte il rischio è di diventare dei veri e propri…fantasmi, come racconta Luke Shaw, terzino inglese del Manchester United.

di Redazione Il Posticipo

Josè Mourinho è un uomo e un tecnico senza mezze misure. E i giocatori questo lo sanno. Quando arriva in un club, lo Special One fa le sue valutazioni sugli uomini e sui calciatori che si trova di fronte. Chi mostra voglia di seguirlo, sarà per sempre nel suo cuore, anche se magari non è il più dotato tecnicamente della rosa. Chi invece dimostra disinteresse o pigrizia, viene escluso senza troppe remore. E se dovesse servire qualche conferma, si può chiedere a Dele Alli. Quando Mou decide che un giocatore è fuori dal progetto, c’è davvero poco da fare per fargli cambiare idea. E a volte il rischio è di diventare dei veri e propri…fantasmi.

CAMPANE – A raccontarlo è Luke Shaw, terzino inglese del Manchester United. Il classe 1995 è ancora molto giovane, ma è sulle scene da parecchio. Nel 2014 il Manchester United ha speso per lui 40 milioni di sterline per prelevarlo dal Southampton, considerandolo il laterale sinistro del futuro. Le stagioni a Old Trafford, però, non sono andate tutte bene, anzi. Soprattutto quelle in cui c’era sulla panchina Mourinho, che non ha mai nascosto di non puntare  per nulla su di lui. Parlando con Gary Lineker sulla BBC, Shaw ha spiegato che tra infortuni ed esclusioni, quel periodo è stato davvero complicato. “È stata dura, perchè non riuscivo a far uscire il mio punto di vista, la gente sentiva soltanto una delle due campane”.

 (Photo by Mike Hewitt/Getty Images)

OLE – Ma del resto, mettersi in una guerra mediatica contro Mourinho non è mai una buona idea. “All’epoca sapevo che sarebbe stato meglio per me stare zitto. Molta gente dava ragione a me, quindi sapevo di avere un supporto, ma dovevo migliorare e tenere un profilo basso. Ho avuto molte difficoltà, ma ne sono uscito migliore”. Come dimostra il fatto che per Solskjaer, infortuni permettendo, il terzino titolare è lui. “La sua capacità di gestire le persone è straordinaria. Sa quello che deve fare per tirare fuori il meglio dai calciatori. È bello avere una mano sopra la spalla, ti fa sentire meglio, ma è la fiducia che mi ha dato che mi ha spinto a un altro livello”. Insomma, tra il bastone di Mou e la carota di Ole, Shaw preferisce la seconda…

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