Shaqiri rompe il silenzio sulla sua mancata convocazione per Belgrado

Xherdan Shaqiri, nazionale svizzero di origini kosovaro-albanesi, è stato lasciato a casa da Klöpp per l’impegno di Champions League contro la Stella Rossa. A Belgrado sarebbe stato un bersaglio, ma ora è sereno.

di Redazione Il Posticipo

Ci sono delle partite che sono molto difficili sul campo: come giocare contro i top team europei, ad esempio, ogni partita della fase a eliminazione diretta della Champions League, gli scontri diretti tra le squadre di vertice in campionato ecc. Poi, però, ci sono quelle partite che, analizzando solo i valori in campo, sembrerebbero delle pure formalità. Come Stella Rossa-Liverpool. Ah, no. Come avrebbe potuto sembrare Stella Rossa-Liverpool. In ogni caso lo Stadion Rajkon Mitic era infuocato, la capitale serba ha fatto sentire tutto il peso della propria spinta emotiva e del proprio calore e, in un certo senso, Jurgen Klöpp ha fatto proprio bene ad evitare che Xherdan Shaqiri facesse parte della spedizione in terra slava. Lui, però, l’ha presa con filosofia.

ORIGINI – L’ex ala di Bayern Monaco e Inter è un giocatore della nazionale svizzera ma ha origini kosovaro-albenesi. È proprio per questo che in più d’un’occasione ha scelto di esultare per i suoi gol facendo il gesto dell’aquila a due teste. Chiaramente, in Serbia, per ragioni politico-storiche, un gesto simile non può essere apprezzato per ciò che rappresenta quindi, saggiamente, Klöpp gli ha risparmiato la trasferta di Belgrado.

TRANQUILLO – Shaqiri, però, l’ha presa bene. Il Mirror riporta alcune dichiarazioni dell’ala del Liverpool che, dato il turno infrasettimanale di riposo, è stato schierato dal primo minuto nella gara di campionato contro il Fulham nella quale ha segnato il gol del 2-0 al 53’ giocando come ala destra, grazie agli spostamenti di Salah (impiegato come punta) e Firmino (che ha giocato sulla trequarti).

GOL! –C’era un’atmosfera davvero calda lì [a Belgrado] quindi è stato meglio che io sia rimasto a casa per concentrarmi solo sul calcio. Ero fresco, sono rimasto qui e mi sono allenato con qualche altro giocatore ma non cambia molto: volevo fare una buona prestazione e, beh, è stata davvero buona”. Così, il piccolo ma possente attaccante esterno ha commentato la vicenda. Klöpp lo ha preservato da uno stress emotivo per averlo al 100% in campionato. L’unico cruccio che forse rimane ai tifosi? Magari lui, per ovvie ragioni, sebbene bersagliato, in Serbia avrebbe potuto mettere quel pizzico di cattiveria agonistica in più per non finire sotto di due reti a zero come accaduto ai suoi compagni…

 

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