Setièn e il suo progetto: “Per molti conta il risultato. Io la penso diversamente”

Setièn e il suo progetto: “Per molti conta il risultato. Io la penso diversamente”

Il tecnico del Barcellona ha rilasciato le sue prime parole sul canale tematico dei Campioni di Spagna, esponendo le linee guida del suo progetto…

di Redazione Il Posticipo

Quique Setién ha vissuto con intensità l’ultima settimana. Dal verde dei prati, al Camp Nou, è un bel salto. Il successore di Valverde è pronto a debuttare in panchina. L’allenatore nella sua prima intervista concessa al canale tematico del club, ha spiegato le linee del suo nuovo progetto. Il Barcellona non speculerà sul risultato. Né sull’avversario. Le parole di Setièn sono state riportate da AS.

ARRIVO –Essere catapultato in una nuova dimensione non è stato facile. “Tutto è stato così veloce che faccio ancora fatica ad assimilare molte cose. Ho dovuto rendermi conto che sono il nuovo allenatore del Barça. Il giorno della presentazione è stato meraviglioso, uno dei più felici della mia vita, sul mio cellulare sono rimasti circa 600 messaggi”.

BEL GIOCO – Adesso, però, arriva la prova del campo. I tifosi del Barcellona sono esigenti. E hanno un palato calcistico raffinatissimo. “Per molti è sufficiente raggiungere il risultato. Un’idea che rispetto, ma io la penso diversamente. Mi piace sempre che la squadra giochi bene, è l’unico modo in cui posso tornare a casa soddisfatto. Sarò soddisfatto dei tre punti se vinceremo 1-0 senza meritarlo per la gente, ma andrò a casa di pessimo umore. Credo che giocando bene si abbiano maggiori possibilità di vincere le partite” 

SCUOLA  – Le convinzioni di Setièn affondano le radici nel suo passato “Il calcio che mi è piaciuto e che cerco di instillare è quello che ho provato nel cortile della scuola: preferivo giocare il pallone, non volevo inseguirlo, mi divertivo di più quando ce l’avevo. Sono sicuro che il 99% dei calciatori la pensa così”. Si è parlato moltissimo della sua passione per gli scacchi. Potrebbe tornagli utile in campo: “Amo gli scacchi e ci sono alcune somiglianze  con il calcio. La tattica, l’equilibrio. Come in campo, devi essere attaccare e anche per difendere. Mi ha sicuramente aiutato molto”.

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