Sergio Ramos, il migliore dei “cattivi”

Il record di cartellini rossi ottenuto non fa certo piacere. L’irruenza, con l’età, non lascia ancora spazio alla saggezza e alla misuratezza degli interventi. Ma il valore di Sergio Ramos non è discutibile.

di Riccardo Stefani

Come tutti, o quasi, i lavoratori Sergio Ramos è solito relazionarsi il cartellino e lo fa con una certa facilità. L’abilità del calciatore è indubbia, ma a volte lasciare la squadra in inferiorità numerica può comportare vari scenari. Innanzitutto, un giocatore utile alla causa come lui non sarà a disposizione nella sfida successiva; in secondo luogo, in quanto capitano, dovrebbe prestare un filo d’attenzione in più al lato disciplinare e, anzi, dovrebbe essere egli stesso a cautelare i compagni su quanto sia indispensabile l’apporto di tutti per la vittoria; terzo, in dieci non è detto che le partite si vincano, anche se ti chiami Real Madrid. Che poi, con tutti i record a disposizione, quello per numero di espulsioni non è proprio il più appetibile per un giocatore. Ma il centrale del Real nato a Siviglia non è solo questo, lo sanno tutti. Anche perché il suo palmarès parla da sé. È un personaggio interessantissimo forse proprio perché riesce a convogliare in una sola figura più tipologie di calciatori: quello di qualità, quello carismatico d’esperienza e quello irruento.

Numeri da capogiro: 24 rossi in carriera

Le cifre che circolano in queste ore sul conto di Sergio Ramos, a “celebrare” il suo record personale, sono abbastanza…ingiuste. Si parla infatti di 19 cartellini rossi in campionato, ma va senz’altro specificato che il capitano ha fatto di meglio. I diciannove rossi collezionati (13 per doppia ammonizione e 6 diretti), infatti, riguardano la sola Liga, mentre il totale complessivo raggiunge le 24 espulsioni in carriera: 17 per somma di ammonizioni e per ben 7 volte è andato a farsi la doccia dopo un singolo cartellino sventolatogli sotto il naso dal direttore di gara di turno. Quindi, ricapitolando: 19 in Liga, 3 in Champions e “soli” 2 in Copa del Rey.

Ma Sergio Ramos è molto di più

I cartellini rossi però non sono l’unica peculiarità del capitano dei Blancos. Altrimenti, con tutta probabilità, non sarebbe neanche un giocatore del Real Madrid. Sergio Ramos a livello difensivo è una garanzia, ma non solo: è un giocatore molto duttile, capace di svariare in tutti i ruoli della difesa e più di qualche volta è stato schierato nella parte centrale del campo. Ha corsa, tempismo, fisico e piedi buoni, ma c’è una caratteristica che oscura tutte le altre: la sua abilità di posizionamento nelle situazioni offensive, che ha portato quello che, ricordiamocelo, è un difensore centrale a segnare la bellezza di 72 reti.

L’andaluso è così, prendere o lasciare

Fare un bilancio complessivo è praticamente impossibile per un comune mortale. Ecco perché tutt’ora, a trentuno anni, Sergio si tiene stretta la maglia da titolare (quando non è squalificato) col Real Madrid e con la nazionale spagnola, della quale è anche capitano. Ramos non smetterà mai di sorprenderci, e quindi il mondo del calcio lo ringrazia. Anche per le espulsioni. Perché amare il calcio, è un po’ come vivere una relazione di coppia: si impara anche ad amare gli altrui difetti. Perché in fondo, come sosteneva un filosofo francese, “vi sono difetti che, sapendoli ben adoperare, fanno miglior figura delle virtù”.

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