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“Se sarà il terzino della Spagna mi mangio un topo”: la rivincita di Azpilicueta, vincente e…sottovalutato

LONDON, ENGLAND - OCTOBER 03: Cesar Azpilicueta of Chelsea warms up prior to the Premier League match between Chelsea and Crystal Palace at Stamford Bridge on October 03, 2020 in London, England. Sporting stadiums around the UK remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors. (Photo by Mike Hewitt/Getty Images)

Al capitano del Chelsea Azpilicueta è legata una storia che qualche anno fa ha fatto il giro del mondo e che oggi, col senno di poi, dimostra quanto alcuni giudizi lascino decisamente il tempo che trovano. E che è meglio evitare le scommesse...

Francesco Cavallini

Il Chelsea vince anche il Mondiale per club e la coppa, come già avvenuto per la Champions League, la solleva uno spagnolo: Cesar Azpilicueta. Uno dal cognome così particolare che i suoi tifosi hanno ben deciso di chiamarlo "Dave" per evitare complicazioni. Visto il suo ruolo di leader nei Blues e la presenza ormai costante nella nazionale del suo paese, verrebbe da pensare che lo spagnolo sia parecchio considerato. E invece è da sempre quasi ignorato. Al punto che ad Azpilicueta è legata una storia che qualche anno fa ha fatto il giro del mondo e che oggi, col senno di poi, dimostra quanto alcuni giudizi lascino decisamente il tempo che trovano.

UN TOPO - Nel 2013 l'ex calciatore del Marsiglia e nazionale francese Eric Di Meco, dopo una previsione un po' troppo avventata sul terzino, è stato costretto a mangiare addirittura un topo davanti alle telecamere. Tutto nasce da una dichiarazione del presidente dell'OM, Jean-Claude Dessier. Il dirigente accoglie il nuovo arrivo Azpilicueta, appena prelevato dall'Osasuna, come il futuro terzino destro della nazionale spagnola. Di Meco ritiene l'affermazione esagerata e ribatte, promettendo in diretta nella sua trasmissione su RMC di mangiarsi un topo nel caso il calciatore sia effettivamente convocato e schierato dalle Furie Rosse. E in effetti la carriera in Francia dello spagnolo, almeno quella al Marsiglia, dà ragione al grande ex, con prestazioni importanti da parte del terzino, ma non abbastanza da meritarsi la chiamata.

CONVOCAZIONE - Ma Di Meco non ha fatto i conti con il destino, che nel 2012 dal bianco con venature celesti del Marsiglia assume un bel colore blu firmato Chelsea. In Premier League Azpilicueta diventa ben presto titolare inamovibile, facendo addirittura parte dell'undici che sotto la guida di Rafa Benitez conquista l'Europa League contro il Benfica. Ma, soprattutto, viene notato da Del Bosque, che lo convoca a inizio 2013 e gli regala la prima presenza con la maglia delle Furie Rosse in amichevole contro l'Uruguay. E, di conseguenza, costringe Di Meco a tener fede alla parola data. Un bel pasticcio di nutria condito da un bicchiere di vino rosso, il tutto davanti alle telecamere della radio per cui il francese lavora. E chissà cosa ha pensato il transalpino in questi mesi. Visti i trofei vinti da protagonista, la rivincita di Azpilicueta è stata totale...