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Scuffet e i primi giorni a Cipro: “Una scelta precisa, riparto da qui per scrivere una nuova storia”

(Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images for Lega Serie B)

Il portiere è un po' uscito da radar del grande calcio, ma è pronto a mettersi in discussione.

Redazione Il Posticipo

Scuffet a Cipro. Una carriera che per il 25enne ha preso una piega inaspettata. Baby fenomeno a Udine, poi il mancato approdo all'Atletico. E quindi qualcosa si incrina. Come un piccolo cortocircuito. Il ragazzo non ha rimpianto. Ha scelto l'Apoel perché si è sentito desiderato. E ritiene che da Cipro possa aprirsi un nuovo capitolo.

SCELTA - Il ragazzo ha parlato ai microfoni di tuttomercatoweb. "Non sono certo in vacanza, l'Apoel mi ha voluto fortemente, avevo tante richiese ma ho scelto di ripartire da qui. Tracciando un bilancio, emergono diversi aspetti. La vita del calciatore è così: a volte non sei aiutato nello scegliere una destinazione, in altri casi opti per un posto sbagliato, altre commetti errori in campo. A 17 anni tutti mi aspettavano in nazionale. So che il percorso è al di sotto delle attese ma la A me la sono riconquistata. Ho giocato in Turchia e adesso sono a Cipro. E mi godo il momento. Faccio parte di un club che mi ha cercato per oltre un mese, hanno mostrato vero interesse, avevo bisogno di sentirmi considerato e voluto. Adesso cercherò di fornire il mio contributo alla causa".

PROSPETTIVE - L'idea è ripartire. Scrivere una nuova storia. "In un mondo così difficile, non credo sia sbagliato comportarsi bene. I motivi del mancato arrivo all'Atletico non sono stati capiti sino in fondo. La situazione era ben diversa da come descritta. Comunque non mi guardi indietro, voglio una ripartenza. Sono a Cipro per staccarmi dal passato, sono andato via a titolo definitivo. In Italia sembra che oltre certi confini non esista il calcio. Invece ci sono tante altre realtà in Europa poco considerate. Non è detto che andare fuori significhi peggiorare. Girare il mondo aiuta a capire la vita". Il ruolo del portiere si sta evolvendo. A 25 anni si è già veterani. "Il percorso è iniziato quando ruotavo intorno alla prima squadra a Udine. Prima il portiere doveva solo parare. Oggi partecipa alla manovra, legge il gioco, da il là all'azione. Occorre adeguarsi, restare al passo. Credo che qualsiasi scelta vada perseguita perché si crede in quello che si fa non certo per inseguire mode".