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Scozia, si ritira a metà partita: “Mi hanno detto che dovevo riuscire a suicidarmi quando ci ho pensato…”

 (Photo by Franck Fife/Pool via Getty Images)

David Cox, calciatore scozzese, ha raccontato di aver pensato al suicidio e qualcuno ha deciso di utilizzare questa storia come arma contro di lui. Ed ecco perchè nel bel mezzo di una partita Cox ha lasciato. E non solo il campo, ma il calcio.

Francesco Cavallini

Il tema della salute mentale dei calciatori è sempre più presente nelle cronache, anche perchè persino calciatori di livello mondiale non si nascondono più, parlando apertamente dei propri problemi e delle proprie ansie. Campioni come Iniesta, Buffon o Ilicic hanno affrontato l'argomento più volte, spiegando che non c'è nulla di cui vergognarsi al riguardo. Di certo non se ne è mai vergognato David Cox, calciatore degli Albion Rovers, squadra della League Two scozzese. Un ragazzo che, come riporta il Sun, ha addirittura pensato al suicidio e che ha spesso raccontato la sua storia in pubblico per dare forza a chi si è trovato nella sua stessa situazione. Peccato che qualcuno abbia deciso di utilizzarla come arma contro di lui.

SUICIDIO - Ed ecco perchè nel bel mezzo di una partita Cox ha lasciato. E non solo il campo, ma il calcio, testimoniando il tutto con una diretta su Facebook. "Il secondo tempo di Albion Rovers-Stenhousemuir sta per iniziare e io me ne sono andato dallo stadio. Stasera non giocavo, ero in panchina, e mentre stavo avendo un scambio di opinioni con i calciatori dello Stenhousemuir uno di loro mi ha attaccato riguardo la mia salute mentale. Mi ha detto che dovevo riuscire a suicidarmi quando ci ho pensato. Mi ero ripromesso che se fosse accaduto di nuovo me ne sarei andato via dal campo. Ovviamente non stavo giocando, ma ho chiuso con il calcio. Completamente. Magari qualcuno penserà che non sia una cosa così importante, ma io sono stanco di dover ascoltare cose del genere. Non mi pagano abbastanza per farlo. E se fossi entrato in campo probabilmente avrei rotto volontariamente la gamba a quel calciatore".

 MILAN, ITALY - NOVEMBER 25: Gianluigi Buffon of Juventus FC gestures during the Serie A match between AC Milan and Juventus FC at San Siro Stadium on November 25, 2012 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

"NON CI STO" - Una testimonianza durissima, in cui Cox spiega che non è la prima volta che qualcosa del genere accade. E che sottolinea anche l'impossibilità per chi dirige le partite di punire adeguatamente i colpevoli, se le parole non vengono ascoltate direttamente da qualcuno degli ufficiali di gara. "Ho provato a parlarne con l'arbitro, ma non volevano ascoltarmi perchè loro quella frase non l'hanno sentita. È sempre la stessa storia, come con il razzismo, se gli ufficiali di gara non sentono quello che viene detto non possono farci nulla. Quindi ho pensato di fare qualcosa io per me stesso, cioè abbandonare il calcio. Sono stufo, perchè altrimenti, continuando a giocare, prima o poi picchierò qualcuno in campo e farò io la parte del cattivo. Quando ho chiesto al mio avversario di ripetere cosa avesse detto, lui ha negato tutto. E non ci si può fare niente, il calcio è pieno di questa m***a, con gente che ti dice di tutto, e continuerà a essere così. Quindi sì, ho chiuso, appendo gli scarpini al chiodo definitivamente. Me ne sono andato nel bel mezzo della partita. Non ci sto più". Una storia di quelle che non si vorrebbe mai raccontare.