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Scolari racconta CR7 dopo la morte di suo padre: “Non posso fare più niente per lui, gioco e me ne vado…”

BELGRADE, SERBIA - MARCH 27: Cristiano Ronaldo of Portugal reacts during the FIFA World Cup 2022 Qatar qualifying match between Serbia and Portugal at FK Crvena Zvezda stadium on March 27, 2021 in Belgrade, Serbia. Sporting stadiums around Serbia remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors.  (Photo by Srdjan Stevanovic/Getty Images)

La notizia della morte di suo padre è arrivata a Cristiano mentre era in nazionale. E a comunicarglielo è stato il CT dell'epoca, Scolari. Felipao ha raccontato di quel giorno così difficile, sia per lui che per il futuro Pallone d'Oro...

Redazione Il Posticipo

L'infanzia difficile di Ronaldo è stata anche la molla che lo ha spinto a cercare il riscatto sociale attraverso il calcio. Il legame fra Cristiano e il papà Josè Diniz Aveiro è stato molto forte. CR7 si commuove spesso ricordando il genitore, che non è riuscito a vincere la battaglia contro l'alcolismo e ne è rimasto vittima. Il calciatore ha cercato sino all'ultimo di aiutare il genitore. La notizia della morte di suo padre è arrivata a Cristiano mentre era in nazionale. E a comunicarglielo è stato il CT dell'epoca, Scolari. Parlando al DailyMail, Felipao ha raccontato di quel giorno così difficile, sia per lui che per il futuro cinque volte Pallone d'Oro.

RAPPORTO - "È stato un momento molto duro, ma anche quello in cui tra di noi si è creata una relazione che andava molto al di là di quella tra allenatore e calciatore. Quando è arrivata la notizia, prima di una partita contro la Russia, nessuno sapeva come dirglielo e nessuno voleva farlo. Ho deciso che l'avrei fatto io, perché sapevo cosa significava perdere il padre, il mio era morto anni prima. È stato un momento triste, ma ci ha fatto diventare amici". E nonostante tutto, CR7 è voluto scendere in campo. "Il giorno dopo Cristiano ha giocato una grandissima partita e poi è tornato in Portogallo. Mi ha chiesto lui di giocare, mi ha detto: 'ormai non posso fare più niente per mio padre, quindi domani gioco e poi me ne vado'".

TALENTO - Un rapporto, quello con CR7, rimasto solido. E Scolari, che lo conosce da un bel po', è un grande fan del portoghese. "È una macchina da gol, un tipo fantastico, l'ho visto allo Sporting per la prima volta nel 2003 e ha più voglia di vincere adesso di quanta ne avesse all'epoca. È una splendida persona, molto spesso non si vede come ha fatto fuori dal campo. Ma sono molto contento di vederlo ancora ai massimi livelli". E pazienza se non è il più talentuoso che ha allenato... "È sicuramente quello che si impegna di più. Può essere che non sia il più talentuoso, il talento non è la prima cosa a cui si pensa quando si pensa a Cristiano Ronaldo. È il suo impegno costante e l'ho trasformato in quello che è oggi"