Schwoch: “Se fossi nel Napoli prenderei Icardi di corsa. Sarri alla Juve? Si è comportato da professionista”

Schwoch: “Se fossi nel Napoli prenderei Icardi di corsa. Sarri alla Juve? Si è comportato da professionista”

Ha segnato in qualsiasi categoria per vent’anni con la naturalezza dei grandi bomber tra Anni ’90 e Duemila. Oggi Stefan Schwoch è un consulente finanziario, ma conosce il calcio come le sue tasche e quando lo racconta sa dare consigli preziosi anche in chiave mercato

di Redazione Il Posticipo

Bomber della B

Un uomo predisposto al cambiamento, di quelli che non si perdono d’animo di fronte alle difficoltà e quando gli tocca ripartire. Interregionale, C2, C1, B e A: Stefan Schwoch è rimasto lo stesso. Tanti gol da giocatore in tutte le categorie, tanti pensieri che scorrono veloci oggi che il calcio lo racconta e il mondo della finanza è diventato la sua nuova realtà quotidiana. Il bomber altoatesino napoletano d’adozione è rimasto legato alla maglia azzurra e apprezza molto il lavoro fatto finora da Carlo Ancelotti, ma pensa che il risultato finale possa essere migliore qualora sotto il Vesuvio dovesse arrivare un certo Mauro Icardi, nonostante la Juve di Sarri sembri irraggiungibile per tutte le altre. Un pensiero va anche al Toro con cui Schwoch ha vinto il campionato di Serie B 2000-01. Da allora molto tempo è passato e il ‘bomber della B’ ha lasciato il calcio giocato, anche se l’idea di ritornarci gli fa battere il cuore.

Stefan, come è stato smettere di giocare? Che cosa fa adesso?
Faccio il consulente finanziario per Banca Medionalum e il commentatore per DAZN. Ero appassionato di finanza anche quando giocavo. Dopo aver smesso, non c’era più possibilità di andare avanti nel calcio e allora ho preso questa decisione. Ho fatto l’esame, ho preso il patentino e ho iniziato a fare il consulente finanziario.

Il calcio le aveva chiuso le porte?
Nel calcio, come in tanti altri settori, se non hai il carro giusto su cui salire all’inizio fai fatica. È difficile che tu vada avanti per meritocrazia soprattutto quando ti tocca dimostrare tutto: se non ti viene data la possibilità, è dura. Se non hai le conoscenze giuste fai tanta fatica. Volevo fare il direttore sportivo: ho seguito il corso e preso il diploma. Quando ho capito che non c’era la possibilità di farlo ho detto basta e ho fatto altro. Si può vivere anche senza calcio.

Come era il suo calcio rispetto a quello di oggi?
Il calcio è sempre lo stesso: si gioca sempre nello stesso campo con le stesse misure e sempre in undici contro undici. Magari è cambiato un po’ tutto il resto: per i diritti televisivi ad esempio, per i tanti soldi che oggi girano per questo motivo. Il cambiamento però è più avvenuto all’esterno che all’interno.

Trova il calcio peggiorato?
È peggiorato dal punto di vista della qualità: in B ce ne era di più in passato. Ci sono comunque bravi attaccanti: ad esempio Coda, Mancuso, La Mantia e Palombi. In generale penso che in Italia debbano essere messe regole ferree. Bisogna smettere di dare la possibilità di aggirarle con escamotage. Ci sono società che fanno sacrifici e poi magari a fine stagione retrocedono perché per iscriversi hanno rinunciato a prendere qualche giocatore, mentre altre società fanno cose che non avrebbero dovuto fare. Se uno sbaglia, deve pagare per i suoi errori.

Lei ha giocato in Serie A nel 1998: come era all’epoca?
Ci sono rimasto poco, ho fatto un girone di andata col Venezia. C’era una forte diversità rispetto alla B dal punto di vista fisico dei giocatori. Rispetto a una volta in Serie A si arriva più facilmente, ma allo stesso tempo è più difficile restarci. La possibilità però ti viene data subito. Io ci sono arrivato a trent’anni ed è strano se pensi che ho il record di gol in Serie B. Ho giocato in A col Venezia solo per 6 mesi, anche se ero il capocannoniere di quella squadra: avevo fatto 2 gol in 14 gare, gli altri attaccanti non avevano segnato, nemmeno Maniero. Alla fine però sono andato via io.

È stato lei a scegliere di partire?
È arrivata la richiesta del Napoli, il Venezia ha detto sì. Nella mia carriera non sono mai rimasto nei posti in cui non mi volevano. Per me se non sei desiderato allora è meglio andare via.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy