Scholes, che paragone: “Lo United non è forte, ma Martial mi ricorda Henry…”

Scholes, che paragone: “Lo United non è forte, ma Martial mi ricorda Henry…”

Nonostante il grande esordio in Premier l’ex centrocampista del Manchester gela i tifosi. A suo avviso, la squadra non è così forte come sembra.

di Redazione Il Posticipo

Una bella secchiata d’acqua gelida per svegliare i tifosi che iniziano a sognare. Paul Scholes, leggenda dello United, frena gli entusiasmi dei tifosi dopo il 4-0 al Chelsea. A suo avviso non vi sono i presupposti per sperare in una grande stagione.

CENTROCAMPO – I problemi restano, e come riportato dal Mirror, secondo Scholes sono soprattutto a centrocampo: “Non credo che il centrocampo dello United sia in grado di sopraffare le big del campionato. Con il Chelsea ha vinto, ma contro le migliori sarebbe meglio cambiare tattica perchè non ha ancora gli uomini e le qualità per gestire il pallone e controllare il gioco. Non ha senso incontrare il City e metterla sul piano del palleggio”.

CONTROPIEDE – La migliore arma da usare, dunque, specialmente contro le grandi, è il contropiede. “Il Manchester ha gli uomini giusti per giocare sulle ripartenze. La difesa può anche restare più basse visto che si regge su Maguire, mentre Wan-Bissaka è l’ideale per trasformare le azioni da difensive in offensive quando si entra in possesso palla e consegnarla a Rashford e Martial che in campo aperto e nell’uno contro uno possono far male a chiunque”. E per Martial scomoda un paragone piuttosto pesante. “Non credo sia malvagia l’idea di farlo giocare sulla sinistra: la sua evoluzione mi ricorda Thierry Henry, ha iniziato a giocare  da attaccante ed e poi si è spostato sul lato sinistro”.

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