Scholes accusa Deschamps di essergli costato una Champions: “Ha strillato come una ragazzina per farmi ammonire…”

Scholes accusa Deschamps di essergli costato una Champions: “Ha strillato come una ragazzina per farmi ammonire…”

Saltare la finale di Champions League per squalifica è un incubo. L’incontro tra Manchester United e Bayern Monaco a Barcellona nel 1999 è ancora una ferita aperta per due ex Red Devils: Roy Keane e Paul Scholes. L’irlandese non riesce ancora a farsene una ragione. L’inglese sì, ma ha comunque il dente avvelenato.

di Redazione Il Posticipo

Saltare la finale di Champions League per squalifica è un incubo. Soprattutto se poi alla fine i tuoi compagni la vincono anche, quella coppa, con una rimonta negli ultimi due minuti in un match che diventa leggenda. L’incontro tra Manchester United e Bayern Monaco a Barcellona nel 1999 è nel cuore e nella memoria di tutti i calciatori dei Red Devils, ma ci sono due protagonisti di quella squadra per cui è ancora una ferita aperta: Roy Keane e Paul Scholes. L’irlandese, che poi si è perso la coppa vinta nel 2008, non riesce ancora a farsene una ragione. L’inglese sì, ma ha comunque il dente avvelenato.

GIALLO – E, come spiega al podcast A Goal in One, ce l’ha con qualcuno in particolare: con Didier Deschamps. Quello United arriva alla finalissima battendo in semifinale la Juventus di Lippi e Zidane, ma a Old Trafford è battaglia. E sul referto dell’arbitro ci finiscono proprio i due nomi che ogni tifoso dei Red Devils non vorrebbe vedere, quelli di Keane e Scholes. L’ammonizione del centrocampista inglese arriva dopo un contrasto con l’attuale CT della Francia, che secondo l’ex numero 8 dello United ha fatto di tutto per fargli beccare il cartellino giallo. “Ho contrastato Deschamps, un’azione che ho rivisto più volte. E ad essere onesti non penso fosse fallo”.

RAGAZZINA – A peggiorare le cose ci si mette il francese, che per Scholes esagera un po’… “Era proprio davanti all’arbitro, ha urlato come fosse una ragazzina, il che non mi ha aiutato per niente. Mi ha fatto ammonire e ho saltato la finale. Ma magari non avrei potuto giocare comunque, non si sa mai. Sono cose con cui devi convivere. Ovviamente all’epoca ero distrutto, ma non potevo farci nulla”. Alla fine però per Scholes la soddisfazione è doppia. Intanto i ragazzi di Ferguson vincono la Coppa e poi, nel 2008, nulla gli impedisce di giocare la finalissima di Mosca contro il Chelsea e portare a casa il trofeo da protagonista. Ma si sa, i calciatori non si accontentano mai…

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