Roma ancora poco cinica, ma finalmente Schick apre la porta

Prima rete in giallorosso per Patrik Schick, che non basta alla Roma per raggiungere il Torino, ma può finalmente dare fiducia all’attaccante giallorosso.

di Redazione Il Posticipo

Per la Roma arriva una sconfitta che fa male, perchè nonostante il turnover massiccio Di Francesco ha messo in campo una squadra in grado di creare molto. Il problema è che creare non basta ed il pallone bisogna buttarlo dentro. E dopo Sorrentino, i giallorossi trovano un altro muro pressochè invalicabile nella figura imponente di Vanja Milinkovic-Savic, il fratellino (per modo di dire, essendo alto oltre due metri) del centrocampista della Lazio, che para tutto il parabile e fa anche gli straordinari sul rigore di Dzeko. E quando il pallone lo supera, per due volte si schianta sul palo.

Schick, un gol che può fare morale

Uno dei due legni è di Patrik Schick e sembra fare da corollario alla serataccia della Roma. L’attaccante tanto atteso va ad un passo dal gol, ma come i suoi compagni non riesce a concretizzare. E dire che, appunto, ci va molto vicino, perchè con un colpo di testa, non proprio la specialità della casa, il numero 14 colpisce un palo sullo 0-1 che potrebbe far girare la partita. Poi, dopo il raddoppio del Torino, entra Dzeko, il ceco comincia a girare attorno al bosniaco ed ecco che cambia tutto. Prima il rigore conquistato (e poi parato da Milinkovic-Savic), ma soprattutto il gol. Che da un punto di vista del risultato cambia poco, ma da quello psicologico può far finalmente scoccare la scintilla. Scintilla che sicuramente scocca con il pubblico, che si esalta alla prima rete stagionale dell’acquisto più costoso della storia della Roma e comincia a credere nella rimonta. Speranza che si spegne proprio con un tiro del ceco deviato in corner.

Schick migliora e la Roma si adatta a lui

Ma è un altro Schick e, in parte, attorno a lui è un’altra Roma. E non solo nel senso degli undici effettivi, ma anche delle situazioni di gioco. La volontà di Di Francesco di giocare più spesso per vie centrali, proprio per favorire la tecnica del ceco nello stretto, sembra venire più assecondata del solito. Certo, il numero 14 non è Dzeko e non sempre riesce a difendere la sfera quando è spalle alla porta, ma sa creare situazioni pericolose in un fazzoletto di campo, come dimostra un colpo di tacco a liberare Strootman dopo appena un minuto di gioco. Non è ancora lo Schick che ci si aspetta e che si è visto nella stagione precedente in maglia Samp, ma il miglioramento c’è ed è dato dalla quantità di occasioni che il ceco si crea e, soprattutto, dalla rete, che può far saltare il tappo dell’attaccante, ma anche dell’intera Roma.

Ma Di Francesco dovrà lavorare ancora sulla finalizzazione

In ogni caso, se la fortuna esiste, comincia ad accumulare un debito non indifferente nei confronti dei giallorossi. Altri due pali, che aggiunti a quelli delle partite precedenti fanno 16, record dei maggiori campionati europei. Ma al netto dell’intervento del fato, c’è anche più di qualcosa da rivedere da parte di Di Francesco. La difesa, nuova per quattro quarti, non è sicura nelle distanze, nei movimenti e nelle marcature su calcio piazzato. Si vede nelle reti granata, ma anche nelle altre occasioni concesse. E poi c’è il dato dei tiri fatti, che sono 21 (11 dei quali in porta), ma che fruttano solo una rete. Troppo poco per essere solo sfortuna. E per il tecnico giallorosso, è un qualcosa su cui lavorare. La squadra crea comunque molto e chissà che la zampata di Schick non possa esorcizzare definitivamente il mal di gol della Roma.

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