Schick a scuola da Di Francesco e…da Dzeko

Tra i delusi eccellenti della giornata della Roma c’è di certo Patrik Schick. Che deve mettersi a studiare, cercando di somigliare un po’ di più a Dzeko dal punto di vista dell’approccio al match.

di Francesco Cavallini

La partita contro il Bologna lascia alla Roma l’amaro in bocca, non solo per il pareggio ma anche per la prestazione. E tra i delusi eccellenti della giornata c’è di certo Patrik Schick, che è sceso in campo da titolare, ma non è riuscito a imporre il suo marchio sul match. Un’occasione non capitalizzata di fare passi avanti nelle gerarchie di Di Francesco, che si è visto costretto a inserire Dzeko per dare più peso alla manovra offensiva. Dunque, bocciatura per Schick? No. Più che altro, il ceco è rimandato. Non a settembre, perchè alla Roma serve subito il vero numero 14. Che quindi deve seriamente…mettersi a studiare.

Schick deve studiare da regista avanzato

Il ruolo di centravanti nel 4-3-3 di Di Francesco, infatti, non gli calza ancora a pennello, sebbene sia quello più che più si adatta alle sue caratteristiche nella sistemazione tattica della Roma. Schick, come ha ripetuto in settimana, si trova più a suo agio a gravitare attorno ad un’altra punta, piuttosto che a fungere da punto di riferimento. E quindi se vuole trovare spazio nell’undici giallorosso, farà meglio a prendere qualche ripetizione da Dzeko, che per il tecnico è il vero insostituibile. Il motivo di questa presenza costante è il lavoro sporco del bosniaco, che funge da finalizzatore ma anche da regista avanzato, che detta i tempi per gli inserimenti dei compagni e permette una manovra più avvolgente.

Nuove richieste, dopo i mesi passati sulla destra

Tutte cose che sono anche nelle corde di Schick, ma a cui il ventiduenne di Praga deve abituarsi. Non un lavoro semplice, soprattutto dopo che dal suo rientro a novembre era stato impostato come esterno destro del tridente, con Di Francesco che gli chiedeva tutt’altro tipo di lavoro. Certo, c’è fretta, anche e soprattutto perchè il ceco è potenzialmente l’acquisto più costoso della storia della Roma. E di conseguenza parte della tifoseria mugugna, perchè dal numero 14 si attendeva il salto di qualità definitivo che potesse giustificare le ambizioni scudetto dei giallorossi.

Ma tecnicamente il ceco non si discute

Ma se c’è qualcosa che Schick non può permettersi è proprio di farsi coinvolgere o destabilizzare dalle critiche che gli arrivano. Il momento, che dal punto di vista psicologico è abbastanza complicato, va superato attraverso il lavoro sul campo e con un’aderenza tattica alle richieste dell’allenatore. Prima il ceco troverà una quadra da questo punto di vista, prima riuscirà a sbloccarsi e a mettere tutto il suo indubbio talento a disposizione della Roma. Le risorse tecniche non gli mancano e con un maestro d’eccezione come Dzeko non potrà che migliorare. Anche perchè la storia dello stesso bosniaco alla Roma, con un anno di ambientamento non proprio straordinario, dovrebbe insegnare qualcosa a chi ora critica l’ex doriano. E chissà che a breve, dopo le insufficienze, non arrivi per Schick un bel voto. Magari un 9…o semplicemente un 14.

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