Scaloni e l’incubo altitudine: “Prenderemo le nostre precauzioni. Chi non è al 100% resta fuori. VAle anche per Messi”

La nazionale argentina è a La Paz, in attesa della sfida contro la squadra dall'”Altiplano”, in programma a 3.640 metri sul livello del mare.

di Redazione Il Posticipo

Argentina in Bolivia. La nazionale albiceleste è a La Paz, in attesa della sfida contro la squadra dall'”Altiplano”, in programma a 3.640 metri sul livello del mare. Lassù, dove l’ossigeno è un optional, la squadra di Scaloni ha sempre avuto problemi. Messi, in particolate, come riportato dal quotidiano Olè, starebbe pianificando nei minimi dettagli la preparazione all’incontro, per evitare i fastidi che lo hanno storicamente attangliato. Non a caso, l’Argentina non torna in patria con i tre punti dal 20o5. E anche Scaloni, che quel giorno era in campo, appare preoccupato.

ALTITUDINE – Giocare ad alta quota è senza dubbio un fattore. Quanto incidente, lo dirà il campo. Il CT però non vuole crearsi alibi. Né offrirne ai giocatori: “Abbiamo visto che altre squadre sono arrivate un paio di giorni prima e si sono allenate il giorno prima in quota. e pensiamo che sia positivo. È una nuova esperienza che può essere interessante. Abbiamo alcuni giocatori con qualche problema e altri (come Dybala) con problemi gastrici. Sono stati giorni difficili dopo l’Ecuador. Logicamente giocare qui non ha nulla a che fare con una sfida in pianura. Prenderemo le nostre precauzioni. Faremo correre molto di più il pallone”.

MESSI – Fra i giocatori più vulnerabili al clima, sembra esserci Messi: “Parleremo con tutti. Con Leo in particolare, poi anche con gli altri. Ci sono giocatori che soffrono di più e altri meno. Prepariamo la partita in modo che secondo noi possa andare bene e possa dare risultati. Il problema è che conosceremo reazioni e sensazioni solo quando saremo in campo. Ecco perché siamo arrivati ​​due giorni prima. È chiaro che avremo bisogno di giocatori che siano al 100% per 100%. E chiunque non lo sia, resterà fuori. E per Messi vale lo stesso discorso degli altri. Vedremo come reagirà”.

SOSTITUZIONI – I cinque cambi, in questo senso, rappresentano una piccola ancora di salvezza. “In linea di principio, in queste condizioni, è molto positivo poter variare. In ogni caso il medico ha assicurato che per il momento non ha notato alcuna complicazione, ma è pur sempre una partita di calcio. Alla fine, più terremo il possesso del pallone, meglio sarà per noi”.

 

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