Sarri in conferenza si difende e…attacca: “Cori contro? Ormai sono abituato, ma non mi dimetto e vado a casa felice”

Sarri in conferenza si difende e…attacca: “Cori contro? Ormai sono abituato, ma non mi dimetto e vado a casa felice”

Dopo la partita contro il Cardiff, il tecnico risponde per le rime a chi lo punzecchia per la reazione dei tifosi al match. E alla domanda sulle dimissioni…

di Redazione Il Posticipo

Maurizio Sarri, secondo molti media, sarebbe pronto a lasciare Londra. Per qualcuno ha già le valigie pronte ma poi, quando lo si vede a bordocampo durante le partite sembra che sia lì per fare il suo lavoro come se fosse il primo giorno più che l’ultimo. La squadra non gira molto bene, i tifosi sono infuriati con lui e con la società che gli ha dato l’incarico. Ma lo stesso allenatore, nella conferenza stampa dopo la difficile, mal giocata e…vittoriosa partita contro il Cardiff dice: “Nel primo tempo siamo stati fortunati perché abbiamo giocato male. Ma comunque abbiamo meritato di vincere“. La fortuna aiuta gli audaci? Beh, sembra proprio di sì e la dimostrazione arriva nel resto della seduta in sala stampa.

“CAPISCO…” – La conferenza stampa post-gara di Maurizio Sarri, raccontata da Football London, sorprende. I tifosi all’ascolto, probabilmente, dopo che i loro rappresentanti allo stadio hanno cantato per buona parte della gara contro Sarri più che in favore della squadra, speravano di sentirgli pronunciare una sola parola: “dimissioni“. E invece no. Anzi, Sarri, parlando proprio delle critiche piovutegli addosso, dice: “Preferisco non rispondere perché posso capire la situazione. Lavoro sul campo da 45 anni ero deluso per i giocatori perché stavano lottando. Forse, era meglio aspettare la fine della partita per parlare. Ma posso capire e purtroppo mi sto abituando a questo. Devo lavorare per cambiare l’opinione dei tifosi“.

FELICE – Non solo vuole far cambiare ai tifosi l’idea che di lui si sono fatti ma addirittura, stimolato da una domanda sul tema, allontana addirittura l’eventualità delle dimissioni: “No, no, voglio restare qui. Quando sono arrivato la squadra era quinta in classifica a trenta punti dal City. Voglio restare qui e migliorare i risultati“. Insomma, se il Chelsea deciderà di privarsi dell’ex impiegato, dovrà farlo coattivamente tramite l’esonero: l’allenatore non si lascia turbare molto facilmente dalle critiche che gli piovono addosso. Lui, per sua stessa ammissione, allena la squadra in settimana, la guida in partita e poi… “Dopo la vittoria torno a casa felice”. Meglio di così? Non per i tifosi.

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