Sarri, il lavoro prima di tutto: neanche un giorno a Londra da quando è arrivato al Chelsea

Il tecnico del Chelsea non ha smesso per un minuto di pensare a come migliorare la squadra da quando ha messo piede in Inghilterra. E ha rivelato che anche l’unica serata libera che si è concesso è finita…parlando di calcio.

di Redazione Il Posticipo

Tutto lavoro e niente svago rendono Sarri un allenatore annoiato? Macchè. Il tecnico del Chelsea non ha smesso per un minuto di pensare a come migliorare la squadra da quando ha messo piede in Inghilterra. E ha rivelato che anche l’unica serata libera che si è concesso è finita…parlando di calcio. Un’etica del lavoro che sta portando i suoi frutti, visto l’ottimo inizio di stagione dei Blues, che però devono continuare a lavorare sodo per assimilare sempre di più i dettami del Sarriball. E quindi l’allenatore toscano non può permettersi cali di concentrazione e continua il suo…ritiro spirituale nel centro sportivo di Cobham senza mai vedere Londra.

SERATA LIBERA – O quasi. Il Sun riporta una dichiarazione di Sarri, in cui il tecnico racconta quello che a conti fatti è stato finora l’unico momento di svago della sua avventura al Chelsea. “In 40 giorni che sono qui avrò trascorso massimo una giornata a Londra. Dopo la partita con l’Arsenal sono rimasto in città per farmi una passeggiata e ho incontrato un sacco di persone di Napoli con cui ho parlato di calcio. Ma io sono così, non sono in grado di staccare, penso di continuo alla mia squadra, alla partita appena passata e alla prossima. È il mio modo di lavorare nel calcio“. Visti i risultati, difficile contraddirlo.

ADATTAMENTO – Ma anche i suoi calciatori non possono permettersi di staccare, perchè il periodo di adattamento alle idee e agli schemi di Sarri è complicato, soprattutto per quel che riguarda la fase difensiva, che prevede un pressing alto di squadra piuttosto che un’attenzione nei confronti di uno o più avversari. “Ci vuole molto a imparare perchè bisogna cambiare la mentalità. Se sei abituato a difendere guardando l’avversario e io ti chiedo di guardare il pallone, se hai 18 anni impari in fretta, se ne hai 28 e hai sempre giocato in maniera differente può essere complicato abituarsi. E per due o tre mesi può risultare difficile, ma ho una squadra di ragazzi intelligenti che lo faranno presto“. E magari, quando tutto sarà come vuole lui, Sarri potrà anche prendersi la seconda serata libera della stagione.

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