Sarri e il fumo… di Londra: battaglia persa?

Come riportato dal Mirror, Sarri sarebbe rimasto stupito che al Chelsea, in pochi, quasi nessuno, fumi. In Inghilterra, fra l’altro, è vietatissimo fumare in campo: dunque? Il tecnico è stato già catechizzato…

di Redazione Il Posticipo

Fumo di Londra, no, non è il titolo del film, ma la realtà che ha trovato Maurizio Sarri al Chelsea. Incredibile, per un accanito fumatore come lui, che nessuno intorno a lui fumi. Il nuovo club è “free smoking area” nel senso che quasi nessuno ha il vizio della sigaretta. Sarri invece le divora, sino ad arrivare a due pacchetti al giorno.

SALUTISTA- Come riporta il Mirror, Sarri avrebbe accolto con stupore la situazione. Quindi stop alle sigarette? Non ci pensa neppure. Al limite qualche tiro ogni tanto, durante le sedute di allenamento? Sembra che, fra lo stupore generale, Sarri sia riuscito a fumarne una sessantina. E lui stupito ha affermato: “Mi sembra incredibile che al giorno d’oggi, in un intero club, si riesca a fumare meno di 10 sigarette. Questa però è la realtà con cui mi devo rapportare”. Insomma, una presa di coscienza che lo metterà in difficoltà più di quanto possa riuscirci l’inglese.

GENUINO – Gli inglesi, però, lo hanno già preso in simpatia: sarà per quella innata genuinità, ma anche per la capacità di sapersi immediatamente adattare a un nuovo mondo. In Inghilterra, però, è ben diverso. Se in Italia Sarri riusciva ogni tanto a beffare il controllo ed accendersi qualche sigaretta, oltremanica è assolutamente vietato. E in questo senso sembra che anche i vertici del Chelsea, lo abbiamo catechizzato. In Premier il manager non è solo l’allenatore, ma anche l’uomo immagine del club. E la stampa è molto meno tenera. Quindi, attenzione a non perdersi nel…fumo di Londra.

 

 

 

 

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