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Sannino: “Sto pensando al rientro, la salute è più importante del lavoro”

L'Ungheria ha fermato il campionato e il tecnico dell'Honved pensa al ritorno in Italia.

Redazione Il Posticipo

Giuseppe Sannino pensa al ritorno in Italia. Il tecnico, ospite di TMW Radio, durante "Stadio Aperto" ha parlato della possibilità di un rientro. Il calcio in Ungheria è fermo e l'allenatore ha intenzione di anteporre la salute al lavoro.

UNGHERIA - In Ungheria si è atteso di più rispetto che al resto d'Europa "Sabato abbiamo giocato a porte chiuse, ieri ci hanno detto che è tutto fermo. Il calcio passa in secondo piano, adesso la priorità è la salute, credo sia giusto sospendere tutto. Qui, per adesso, non c'è l'allarmismo che c'è in Italia, ma sono stati presi dei piccoli ma importanti accorgimenti come la chiusura delle scuole. Non è certo, comunque, la Budapest di un mese fra anche se è sempre una città molto attraente. Anche i calciatori hanno un po' di paura. A volte si pensa di essere invincibili, poi èerò inizi a porti delle domande".

ITALIA - Sannino si è poi concentrato sull'Italia: "Il mio preparatore dei portieri, Avramov, è serbo e mi ha detto che in patria c'è un coprifuoco da rispettare necessariamente. Venti giorni fa chiunque veniva dall'Italia era messo in quarantena, anche io ero visto in un certo modo. Ho fatto anche il tampone e poi sono andato avanti. Il popolo italiano deve essere unito ma l'Italia non deve aspettare sempre qualcosa per essere prima nel mondo. Sto valutando il rientro anche perché ho uno staff che ha le famiglie in Italia, ognuno pensa ai propri cari. La salute viene prima del lavoro".

RIENTRO - Tornare in Italia significa poi complicare il rientro in Ungheria. "Avremo un incontro con i dirigenti. Credo sia importante parlare con la società. Se non ci fosse stato un evento simile, non ci saremmo mai posto il problema. Il quesito più importante è capire quando e come si riprenderà: se non si debella il virus, non penso si possano portare allo stadio 30 mila persone. Dobbiamo avere la certezza che non c'è più questo pericolo".