Sanè saluta Guardiola e ammette: “Mi ha riprogrammato da cima a fondo. Pensi ‘non funzionerà mai’, ma alla fine…”

Arrivare al Bayern Monaco subito dopo che i bavaresi hanno fatto un Triplete. La storia di Leroy Sanè è stranamente simile a quella di Pep Guardiola, che guida il City che lui ha appena lasciato. Ma nonostante l’addio al catalano, il tedesco spiega che il lavoro fatto con Pep lo ha reso un giocatore migliore.

di Redazione Il Posticipo

Arrivare al Bayern Monaco subito dopo che i bavaresi hanno fatto un Triplete. La storia di Leroy Sanè è stranamente simile a quella di Pep Guardiola. Il tecnico ha accettato la sfida del club tedesco prima di sapere che Heynckes e i suoi avrebbero fatto l’en-plein in campionato e nelle coppe e si è ritrovato a dover ripetere una stagione che forse era impossibile ricalcare. E anche l’attaccante ora dovrà prendere il posto in una squadra che meglio di così proprio non può fare. Lasciando, tra l’altro, proprio il City di Guardiola. Ma nonostante un addio al catalano, il tedesco spiega che il lavoro fatto con Pep lo ha reso un giocatore migliore.

RIPROGRAMMARE – Anzi, completo.“Per quello che riguarda la posizione in campo, la percezione generale del calcio, il comportamento tattico sia offensivo che difensivo, si può dire che Guardiola mi abbia riprogrammato da cima a fondo”, ha detto a Kicker Sanè. Confermando un po’ quello che dicono quasi tutti quelli che si ritrovano a imparare calcio con il catalano. E basta pensare che persino Titi Henry, non certo l’ultimo arrivato, ha spiegato che Guardiola gli ha insegnato tutto quando il francese aveva già trent’anni. Considerando che il tedesco lo ha avuto fianco a fianco quando ne aveva venti, il processo non può essere stato ancora più positivo.

RAGIONE – E anche se all’inizio quello che chiede Pep sembra stralunato, alla fine il campo dimostra sempre che non sono indicazioni date tanto per il gusto di farlo. “Sono quei singoli movimenti che ti fanno pensare ‘ma non funzionerà mai’. Eppure, quando li metti in pratica, ti accorgi che Guardiola ha ragione. Quando ti dà un consiglio, lo fa per rendere il gioco più semplice e più veloce. La tattica è la cosa più importante per lui”. Ora, a Monaco di Baviera, Sanè troverà Hansi Flick. Non proprio un profeta in stile Guardiola. Ma visto quello che ha ottenuto in capo a una manciata di mesi, tra l’altro da subentrato, non è detto che alla fine non abbia sempre ragione anche lui…

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