Il cuore grande di Momo Salah: derubato…e felice?

Salah sta vivendo un momento d’oro al Liverpool. Meritatissimo, sia per le doti tecniche che per quelle umane dell’egiziano, da sempre ragazzo umile e con valori ben radicati.

di Redazione Il Posticipo

Che Mohamed Salah sia una mosca bianca nel panorama del calcio internazionale, lo si capisce abbastanza bene da un paio di cose. In primis, dai suoi social network. Niente feste esclusive, niente viaggi intorno al mondo. Allenamenti e Makka, la sua bambina, chiamata così in onore della città santa dei musulmani. Eppure, pur non essendo esattamente il prototipo del calciatore 2.0, l’egiziano è riuscito a farsi amare ovunque abbia messo piede. La Svizzera, la Premier League e l’Italia dove, nonostante le frizioni con i tifosi della Fiorentina, ha lasciato un bellissimo ricordo soprattutto a Roma. Merito di un carattere splendido e dei valori che lo accompagnano sin dalla sua infanzia a Nagrig, sul delta del Nilo.

Salah, la stella assoluta del calcio egiziano

Un luogo a cui nel corso degli anni Salah ha donato molto. Il calciatore del Liverpool non ha mai dimenticato le strade polverose dove ha dato i primi calci ad un pallone, la gente del luogo che già si era innamorata del talento di quel ragazzo dal sorriso contagioso e sincero. E quando ha potuto, si è prodigato per rendere migliore la vita del luogo dove è cresciuto. Palestre, campi da calcio, tutto ciò che può aiutare un giovane abitante di Nagrig a realizzare il proprio sogno di diventare il nuovo Messi. O, perchè no, il nuovo Salah. Perchè ormai, soprattutto dopo il rigore che ha regalato il mondiale all’Egitto, Momo è la stella assoluta del football egiziano, anzi africano, come dimostra il Pallone d’Oro vinto da poco. E non solo per i valori tecnici.

Tutti nella vita meritano una chance per dare il proprio meglio

Perchè in alcuni casi è l’uomo a fare la differenza. Come nella breve storia che stiamo per raccontare. Una storia di povertà e di possibilità di riscatto, simile a molte, ma uguale a nessuna. Una storia che comincia mentre Momo è ancora in forza all’Al-Mokawloon, il club del Cairo che lo ingaggia dopo che il presidente dello Zamalek lo aveva scartato. Ma mentre un giovanissimo e già riccissimo numero 11 si fa notare nella campionato egiziano, a Nagrig, un ladro si introduce nella casa della famiglia Salah portando via parecchi oggetti di valore. Viene catturato un paio di giorni dopo dalle forze dell’ordine, ma anche una volta restituito a forza il maltolto, Salah senior ha comunque intenzione di sporgere denuncia nei confronti del criminale. Non ha però fatto i conti con il cuore grande di Momo.

Che non è ancora la stella che è oggi e che probabilmente al Cairo non fa certo una vita da nababbo, ma che non ha scordato Nagrig e tutto ciò che la circonda. A volte, rubare è l’unico modo per sopravvivere. E quindi Salah convince suo padre a ritirare la denuncia. Ma non finisce qui, altrimenti non staremmo parlando di Momo Salah. Nell’assoluta certezza che ognuno meriti la sua chance per dare il meglio di sè, che lo accompagna da sempre, il calciatore oggi al Liverpool ha deciso di donare qualche soldo al ladro e si è addirittura prodigato per cercargli un lavoro. Le cronache non raccontano di come sia finita la storia, e forse il criminale si è goduto la cifra donatagli da Salah ed è tornato a fare il suo “mestiere”. Ma non è certo questo il punto.

Il punto è che Mohammed Salah è un campione dentro e fuori dal campo. Che la fama e il denaro non lo hanno certo cambiato. Che nel suo cuore resta sempre il ragazzino che correva per ore dietro ad un pallone sulla calda polvere delle strade di Nagrig. Al di là delle capacità tecniche e fisiche, forse la sua dote più importante. Aver creduto al suo sogno e voler aiutare gli altri a realizzare i propri. Che sia con un assist, o con un gesto che viene dal cuore.

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