Salah-Egitto, è rottura: “Sgomento e disgusto, nessuno conta più della squadra che rappresenta o del calcio stesso”

Importante, certo. Anzi, quasi fondamentale nel portare l’Egitto ai mondiali in Russia. Ma nonostante questo, Mohamed Salah non può permettersi di fare determinate richieste. I vertici del calcio egiziano non ci stanno e la lettera di risposta è molto dura.

di Redazione Il Posticipo

Importante, certo. Anzi, quasi fondamentale nel portare l’Egitto ai mondiali in Russia e a riportare nel paese delle Piramidi una passione per il calcio mai sopita, ma che non era mai arrivata a questi livelli. Ma nonostante questo, Mohamed Salah “non può contare più del calcio stesso”. Questa, secondo il Sun, la posizione della Federcalcio egiziana di fronte alla lettera con le richieste da parte del procuratore dell’attaccante del Liverpool. Richieste che, se non dovessero essere soddisfatte, porterebbero all’addio di Salah alla nazionale, ad appena ventisei anni e con una Coppa d’Africa all’orizzonte. I vertici del calcio egiziano non ci stanno e la lettera di risposta è molto dura.

DISGUSTO – “Sgomento e disgusto”, questa la reazione della Federcalcio alle richieste di Abbas che riguardano Salah. “Ogni calciatore che rappresenta la nazionale è trattato in maniera giusta e uguale per tutti, con rispetto da parte della federazione e di chi gestisce la squadra”. E a citazione di Thomas Jefferson, viene risposto pan per focaccia: “nessun calciatore è più importante del calcio stesso o della squadra che rappresenta. Il calcio è uno sport di squadra e non il risultato degli sforzi di un solo individuo”. Pare dunque evidente che le richieste non saranno accontentate. Anche a costo di perdere Salah.

NESSUN PRIVILEGIO – Anche perchè, ricorda la federazione, “l’Egitto si è qualificato alla Coppa del Mondo grazie agli sforzi di tutta la squadra e di chi la gestisce. Ogni calciatore scelto per rappresentare il suo paese è trattato alla stessa maniera e nessuno riceve o riceverà privilegi particolari rispetto agli altri. L’accusa che la Federazione abbia mancato di rispetto a Salah durante le partite della nazionale è quindi trattata con il disprezzo che merita”. Giochi chiusi, dunque? Forse. Ma secondo il Sun, la lettera non è un attacco diretto a Salah, quanto al suo procuratore, Ramy Abbas, ritenuto il promotore dell’intera faccenda. Il tabloid riporta anche i dubbi di più di qualche membro della federazione riguardo al fatto che Salah fosse a conoscenza dell’intera lettera con le richieste fatta qualche giorno fa. In ogni caso, la polemica va avanti. Cosa che non farà, se i toni non si abbasseranno, la carriera in nazionale della Scarpa d’Oro.

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