Salah e un esordio in Europa da dimenticare: “Pensavamo che avesse un fratello gemello…”

Salah e un esordio in Europa da dimenticare: “Pensavamo che avesse un fratello gemello…”

Heiko Vogel ha allenato praticamente tutte le giovanili del Bayern Monaco, assistendo alla crescita di Philipp Lahm e Schweinsteiger. E al Basilea ha avuto anche modo di lavorare con Salah. Eppure l’arrivo in Svizzera dell’egiziano non è stato esattamente come ci si aspettava.

di Redazione Il Posticipo

Heiko Vogel ne ha visti di campioni nella sua carriera da allenatore. Basterebbe pensare che dal 1998 al 2007 ha allenato praticamente tutte le giovanili del Bayern Monaco, assistendo alla crescita calcistica e personale di calciatori come Philipp Lahm e Bastian Schweinsteiger. Ora si è messo in proprio con i grandi ed è alla guida dello Sturm Graz, nel tentativo di spodestare il Salisburgo dal trono del campionato austriaco. Ma quando era allenatore del Basilea ha avuto anche modo di lavorare con quello che è uno dei grandi favoriti per il Pallone d’Oro. Eppure l’arrivo in Svizzera di Momo Salah non è stato esattamente come ci si aspettava.

FRATELLO GEMELLO – Vogel lo racconta a Goal, spiegando come il Basilea lo avesse acquistato dagli egiziani dell’Al-Mokawloon aspettandosi meraviglie. Che sono arrivate ma…a scoppio leggermente ritardato. E i primi allenamenti avevano fatto sorgere un dubbio abbastanza lecito. “Io e George Heitz, il direttore sportivo, gli abbiamo detto: ‘Tranquillo, allenati come vuoi, tanto ti abbiamo già acquistato’. E lui il primo giorno si è allenato. Tutti quanti hanno guardato la sessione e noi ci siamo chiesti ‘ma non è che ha un fratello gemello?'”. Insomma, non bene. E anche dopo non è che le cose siano migliorate. “Il secondo giorno è andata meglio, ma non troppo. E io e George cercavamo di incoraggiarlo anche quando faceva cose normalissime”.

TERZO GIORNO – Ma per fortuna, il talento è uscito immediatamente fuori. E il terzo giorno è stato quello dell’apparizione del “vero” Salah. “Non è che nei due giorni precedenti fosse nervoso. Aveva fiducia in se stesso, ma era immerso in un mondo completamento nuovo. Doveva acclimatarsi, anche nel vero senso della parola. Arrivava in Svizzera dal Nordafrica. Ed è sempre complicato arrivare in un ambiente in cui non capisci neanche la lingua. Ma non avevo mai visto un calciatore così dominante come Salah quel giorno. Era straordinario, agile ed esplosivo. Se aveva la palla sul sinistro, era gol. Ma Momo ha sempre avuto parecchia attenzione anche per i compagni. Dopo quell’allenamento, tutti quanti hanno capito perchè lo avevamo acquistato”. E per fortuna…il fratello gemello se n’è andato via!

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