Salah è sempre più un caso: l’Egitto non lo convoca e il “riposo” sembra proprio…una punizione

Salah è sempre più un caso: l’Egitto non lo convoca e il “riposo” sembra proprio…una punizione

Tra problemi di sponsor e di voti al FIFA The Best, le relazioni tra l’attaccante del Liverpool e la sua federazione sono ai minimi storici. E ora è arrivata una decisione clamorosa: Salah resta a casa, niente convocazione per le partite della prossima pausa.

di Redazione Il Posticipo

In Egitto continua a tenere banco il caso Salah. Tra problemi di sponsor e di voti al FIFA The Best, le relazioni tra l’attaccante del Liverpool e la sua federazione sono ai minimi storici. E dire che l’ex romanista alla nazionale ci tiene tantissimo, come ha dimostrato l’ultimo post con tanto di bandiera egiziana dopo la delusione del premio FIFA. Ma evidentemente anni di frecciatine stanno creando un’atmosfera non proprio positiva e quindi, come riporta France 24, è arrivata una decisione clamorosa: Salah resta a casa, niente convocazione per le partite della prossima pausa.

RIPOSO – “Salah ha bisogno di riposo”, ha spiegato il neo commissario tecnico Hossam El Badry, che ha preso il posto di Aguirre dopo la deludente Coppa d’Africa dei Faraoni. “Ho parlato con lui e siamo d’accordo che è nel suo stesso interesse e in quello della nazionale. Non sarà con noi agli allenamenti per la partita amichevole contro il Botswana, ma se Dio vuole tornerà per le partite ufficiali”. Un turno di riposo in effetti non farebbe male all’attaccante dei Reds, che tra Liverpool e nazionale ha avuto una scorsa stagione piena di impegni e poco tempo per rilassarsi in estate. Ma considerando la situazione ambientale, la possibilità che più che di un favore questa sia…una punizione non è esattamente da scartare.

PRECEDENTI – Anche perchè il caso delle lettere maiuscole nei voti del The Best, che hanno reso non valide le preferenze del capitano dell’Egitto e del CT, è solo la goccia che potrebbe aver fatto traboccare il vaso dei rapporti tra Salah e federazione. Prima c’era stata una discussione sugli sponsor, con l’attaccante del Liverpool che promuoveva un’azienda concorrente rispetto a quella che compariva sulle maglia della nazionale. Poi, durante i mondiali, la polemica si è spostata sulla gestione del ritiro e della sicurezza del calciatore, tempestato da richieste di autografi e foto persino dallo stesso staff della selezione. E ora arriva la mancata convocazione. Chissà se, dopo tante minacce da parte dell’agente di Salah di non giocare più con la nazionale, non sia stata la stessa federazione…a portarsi avanti con il lavoro.

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